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In Germania inaugurati i primi treni a idrogeno

Il primo treno a idrogeno di Alstom (Ansa)
2' di lettura

Due mezzi a emissioni zero hanno effettuato il primo tragitto in Bassa Sassonia: hanno un’autonomia di 1000 km con un rifornimento, come i convogli diesel

La battaglia allo smog non si combatte soltanto sulle strade, con numerose auto elettriche pronte a essere lanciate negli ultimi anni, ma anche sulle rotaie. La Germania ha infatti inaugurato sulla sua rete ferroviaria due nuovi treni alimentati a idrogeno, che nella giornata di lunedì 17 settembre hanno percorso un tragitto di circa 100 km nella regione della Bassa Sassonia. I mezzi sono stati realizzati dal gruppo industriale francese Alstom, che sta investendo sulla tecnologia e sulle energie pulite e punta a produrre altri modelli nel giro di pochi anni.

Elettricità attraverso idrogeno e ossigeno

La Germania ha mosso un importante passo nell’ambito dello sviluppo di mezzi di trasporto che sappiano anche rispettare l’ambiente, lanciando i primi modelli di treno a idrogeno mai realizzati. I due Coradia iLint di colore blu che sono ufficialmente entrati in servizio, rimpiazzando così i primi treni diesel, sono di proprietà di Alstom, già nota per la produzione dei famosi TGV e AGV. I nuovi mezzi, completamente privi di emissioni, presentano delle celle a combustione in grado di produrre elettricità attraverso una combinazione di idrogeno e ossigeno. Con un solo rifornimento, i treni possono raggiungere un’autonomia di circa 1000 km, un tragitto simile da quello percorso dai convogli alimentati a diesel.

Investimento a lungo termine

Dopo l’importante traguardo, Alstom non ha comunque intenzione di fermarsi e sta lavorando insieme con lo stato tedesco per arricchire la flotta e consegnare altri 14 treni a emissioni zero entro il 2021. L’investimento da parte della Germania sul progetto è stato di circa otto milioni di euro, una cifra inizialmente considerevole ma che, come spiegato dal product manager di Alstom, Stefan Schrank, viene ripagata nel giro di 10 anni, garantendo poi un attivo per il resto della vita del mezzo. “Inoltre - prosegue Schrank - va tenuto conto che il treno a idrogeno è perfetto per le reti non elettrificate, che in Germania sono il 40% circa de totale”.
Tra i piani di Alstom c’è quello di sviluppare altri treni a idrogeno per diversi paesi europei nei prossimi anni, compresa l’Italia. 

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