Il Pentagono a Trump: Intelligenza artificiale è priorità

Foto di archivio (Getty Images)
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Il segretario alla Difesa Jim Mattis con una nota diretta al presidente degli Stati Uniti ha sottolineato l’importanza di una strategia nazionale per non rimanere indietro rispetto alla Cina 

Ci vuole una strategia nazionale per l'Intelligenza artificiale, perché gli Stati Uniti stanno rimanendo indietro rispetto alle altre potenze mondiali, soprattutto alla Cina: è la richiesta del segretario alla Difesa, Jim Mattis, a Donald Trump. Con una nota, indirizzata direttamente al presidente degli Stati Uniti, risalente a maggio ma riportata solo ora dal New York Times, Mattis ha sottolineato l’importanza di un’azione rapida. Ma il Pentagono, secondo alcune indiscrezioni, dietro le quinte starebbe già cercando l'aiuto delle società della Silicon Valley.

È già partito il progetto Jaic

Il segretario, riporta il New York Times, ha chiesto una commissione per fare in modo che gli Stati Uniti siano leader non solo in materia di difesa, ma anche nella più ampia "trasformazione della condizione umana". La nota del segretario della Difesa rispecchia un crescente senso di urgenza percepito dai funzionari del Pentagono sulle nuove frontiere dell’apprendimento automatico. Non è ancora chiaro quale sia stato l’impatto della nota di Mattis, ma già a giugno è stata annunciata la creazione del Joint Artificial Intelligence Centre, JAIC. I funzionari della Difesa non hanno specificato quante persone parteciperanno al nuovo programma o dove sarà la sede, ma potrebbe avere diversi uffici in tutto il Paese. L’intento è quello di avviare una sinergia tra intelligence e forze armate, creando un ambiente comune dove combinare le capacità sviluppate da entrambi in materia di intelligenza artificiale.

Il progetto Maven

Conosciuto come "Jake", è stato annunciato come un modo per sviluppare dozzine di progetti di aziende private della Silicon Valley in collaborazione con il dipartimento della Difesa. Includeva anche il progetto Maven, il programma sviluppato con Google che sfrutta la piattaforma di Intelligenza artificiale per analizzare le immagini catturate dai droni del Pentagono. È stato al centro delle polemiche perché ritenuto potenzialmente utilizzabile dai droni delle missioni militari per individuare gli obiettivi da colpire. Dopo le proteste dei dipendenti di Google, i vertici di Mountain View hanno annunciato che il contratto col Pentagono non verrà rinnovato. 

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