WT:Social, abbiamo provato il social del fondatore di Wikipedia: ecco come funziona

Tecnologia

Chiara Piotto

Ci siamo iscritti alla nuova creatura di Jimmy Wales, nata per combattere la disinformazione, registrandoci al costo di 12 euro mensili e navigando tra i "Subwiki", i gruppi tematici di discussione

Lo spirito collaborativo è rimasto lo stesso di Wikipedia. Ma intenti e utenti di WT:Social sono altri, nella volontà dell'ideatore Jimmy Wales. L'imprenditore tech, già co-fondatore della nota enciclopedia libera, ha motivato così la nascita del nuovo social network: rispondere alla crescente diffusione delle fake news online con un bacheca che filtra le notizie in base all'affidabilità. Il 18 novembre ha annunciato di aver superato le 200mila adesioni. Ci siamo iscritti per vedere come funziona, ma le criticità da superare per renderlo intuitivo e partecipato sono ancora molte. 

Il manifesto per "chi ha fiducia nella verità"

Benché scollegato da Wikipedia, WT:Social è direttamente collegato a WikiTribune, sito dove vengono pubblicati articoli ampiamente verificati e soggetti a revisione continua. Lo strumento, lanciato da Wales, non ha però raggiunto la popolarità dell'enciclopedia online. "WT:Social nasce per chi ha ancora fiducia nella verità - è il manifesto che si può leggere nella sezione "About us" del sito - siamo nati per creare migliori connessioni e sviluppare discussioni produttive su tutto ciò che accade nel mondo".

No alla vendita di dati e alla pubblicità

L'accento viene posto anche sulla strategia di sopravvivenza, che non prevede né la vendita dei dati degli utenti a compagnie terze né la diffusione di pubblicità: "Non venderemo mai i tuoi data. La piattaforma sopravvive grazie alla generosità di donatori individuali, per garantire la privacy e l'assenza di pubblicità". Per quanto riguarda la visualizzazione dei post nella home, l’algoritmo di Wt.social non propone quelli che hanno ricevuto più like o commenti, ma gli ultimi postati. 

Iscrizione a pagamento, con abbonamento

Per vedere come funziona ci siamo iscritti. WT:Social non è gratuito: costa 12 euro al mese, o 90 euro annuali, oppure ci si può mettere in lista per un account gratuito (al momento in cui abbiamo provato eravamo 266millesimi). Il fatto che sia a pagamento, con abbonamento, rende WT:Social una creatura ibrida, che si avvicina più alla sfera dei servizi editoriali che a quella dei social, solitamente gratuiti. Il messaggio sembra essere questo: paghi perché ti offriamo un servizio, una selezione di notizie operata dagli utenti che ti garantisce però affidabilità e spirito critico. Non a caso viene descritto dai suoi ideatori come un "News focused social network", un social focalizzato sulle notizie.

Subwiki, le sotto-comunità per le notizie

La discussione si orienta intorno ai "Subwiki", gruppi di discussione tematici. Si può selezionare il genere di notizie che si preferisce seguire: si trova un po' di tutto, dai grandi classici come le "telecomunicazioni" ai gruppi minori (es. politica polacca). Qualunque utente può creare, “aprire” un subwiki, ma restano collaborativi, non se ne è in alcun modo responsabili. E' all'interno di questi sotto-gruppi che gli utenti possono aggiungere articoli o commentarli. Nello spirito collaborativo che contraddistingue la galassia Wiki, qualunque contenuto - immagine o articolo - pubblicato può essere integrato da altri utenti, con note o info aggiuntive o capitoli di testo.

La ricerca temporale

Un altro strumento di navigazione all'interno della piattaforma è la ricerca temporale, che permette di vedere gli ultimi contenuti pubblicati, dagli articoli alle foto profilo dei vari utenti. Non è previsto che si possa scegliere di impostare la propria privacy privata o pubblica, ma gli account personali sono molto essenziali e prevedono semplicemente una foto profilo (volendo) e le tracce della propria attività sul sito, se ad esempio si postano articoli o si commenta qualcosa.

Pochi strumenti e molto potenziale

L'impostazione generale appare piuttosto scarna ed essenziale, dal layout agli strumenti di interazione offerti. Il modo in cui le notizie condivise vengono filtrate o "revisionate" appare poco chiaro, al momento, mentre la funzionalità di discussione sotto ciascun post ricorda da vicino la sezione commenti di Facebook, per quanto con un bacino di utenti certamente più selezionato perché "orientato" a sposare la causa della lotta alle fake news. 

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