Un ingegnere francese, Alex Toussaint, ha sviluppato un array sonar in miniatura capace di individuare le zanzare in volo e distinguerle dagli altri insetti grazie alla vibrazione delle ali. Il sistema, presentato a una conferenza per maker e reso open source, dovrebbe equipaggiare un piccolo drone autonomo: la parte che elimina gli insetti, però, è ancora in fase di sviluppo. Non esiste al momento un prezzo di vendita
Un piccolo drone che pattuglia il giardino, individua le zanzare a qualche metro di distanza e le riconosce una per una grazie al ronzio delle loro ali. È l'obiettivo a cui lavora l'ingegnere francese Alex Toussaint, che ha messo a punto un sofisticato sistema a ultrasuoni per stanare gli insetti in volo. Il progetto, presentato alla Supercon 2024, una conferenza dedicata al mondo dei maker e dell'elettronica, è diventato virale in Rete. Con una precisazione importante: il rilevamento funziona, ma il meccanismo che dovrebbe eliminare le zanzare è ancora in fase di messa a punto.
Come funziona il sonar
Il cuore della tecnologia non è una telecamera, troppo pesante e costosa in termini di consumi per un piccolo drone, ma un array sonar. Il dispositivo, battezzato LeSonar2, combina 380 microfoni miniaturizzati che lavorano nel campo degli ultrasuoni e restituiscono una mappa tridimensionale dell'ambiente circostante. I dati vengono elaborati in tempo reale da un chip programmabile, che ricostruisce la posizione degli oggetti in volo. Il progetto è stato reso open source dallo stesso autore, che ne ha condiviso schemi e software.
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Il "trucco" delle ali
Per non colpire api, vespe o altri insetti utili, il sistema deve saper distinguere la zanzara dal resto. A rendere possibile il riconoscimento è la cosiddetta firma micro-Doppler: le ali di ciascun insetto vibrano centinaia di volte al secondo e producono variazioni di frequenza minime ma caratteristiche. Le vespe, con ali lunghe e sottili, generano un'eco ampia; le mosche, dalle ali più corte, un segnale più compatto; quello della zanzara è ancora più stretto. È questa "impronta acustica" a permettere al sensore di identificare l'insetto bersaglio a qualche metro di distanza.
Cosa manca ancora (e non è poco)
La distanza tra il prototipo e un prodotto pronto per il mercato resta ampia. Come ha spiegato lo stesso Toussaint, il tracciamento delle zanzare funziona, mentre la parte di intercettazione, il meccanismo che dovrebbe materialmente abbattere l'insetto (ipotizzato tramite le eliche del drone che dovrebbero "macinare" l'insetto) è ancora in lavorazione. Anche i costi sono un nodo aperto: allo stato attuale non esiste un prezzo di vendita, e la stessa componentistica del sensore, per quanto in via di miniaturizzazione, resta per ora onerosa. L'idea di fondo, comunque, punta a offrire un'alternativa ai trattamenti chimici per il controllo degli insetti.