Uno studio realizzato da Comtel e Scuola Superiore Sant’Anna emergono le nuove tendenze di utilizzo biometrico e le normative che l’UE sta mettendo in campo per garantire i diritti dei cittadini. In Italia necessaria una sinergia pubblico-privato per fronteggiare le nuove minacce
Biometria e identificazione remota in tempo reale sono alcuni dei temi al centro della ricerca che il Centro Studi Comtel ha commissionato alla Scuola Superiore Sant’Anna, per garantire un accesso normato alle nuove tecnologie, rispettando privacy e diritti dei cittadini.
Secondo lo studio se da un lato le tecnologie biometriche sono oggi centrali, sia in ambito pubblico che privato, c’è bisogno che di conciliare queste nuove tendenze con i diritti fondamentali della persona: l’uso di sistemi di identificazione biometrica remota in tempo reale in spazi pubblici per finalità di law enforcement è, infatti, vietato, salvo eccezioni rigorose (es. ricerca di persone scomparse, minacce terroristiche o simili). Altro esempio sempre più diffuso è quello dell’identità digitale: come mette in evidenza lo studio Comtel sempre più strumenti (SPID, CIE, wallet europeo) rafforzano la sicurezza ma aumentano la responsabilità nella gestione dei dati.
La vulnerabilità digitale
Proprio la vulnerabilità delle credenziali digitali rappresenta una criticità, la compromissione dei dati biometrici può avere effetti permanenti. Perciò lo studio propone lo sviluppo di modelli regolatori adattati ai diversi contesti (pubblico, privato, law enforcement), con particolare attenzione alla cooperazione pubblico-privata e alla gestione del rischio biometrico.
La posizione dell'Italia
L’Italia punta a posizionarsi tra coloro che favoriscono lo sviluppo tecnologico, senza però mantenere un concreto presidio di sicurezza a tutela dei cittadini. La biometria, difatti, non è utilizzata solo per fini di sicurezza pubblica ma si applica in molti altri ambiti, come ricorda lo studio: autenticazione digitale, servizi privati, contesti lavorativi, finance, healthcare, trasporti solo per fare degli esempi. Le tecnologie biometriche e l’identità digitale, dunque, sono centrali nella nostra società, ma hanno bisogno di trovare un equilibrio, conciliando il loro utilizzo con la sicurezza e la tutela dei diritti personali.
“La ricerca ed il progresso scientifico hanno aperto scenari incredibili. Siamo entusiasti di quanto stiamo portando avanti, consapevoli però che è necessario un confronto costante tra soggetti pubblici e privati per normare l’utilizzo delle nuove tecnologie, a tutela dei singoli e della comunità. Non dobbiamo rinunciare ad essere umani, ma dobbiamo saper cogliere i benefici che questa nuova rivoluzione tecnologica sta apportando”, ha commentato Carlo Nardello, Presidente Comtel.