Finto rimborso Amazon Prime da 51 dollari, come funziona e cosa sapere sulla nuova truffa
TecnologiaDiverse famiglie, anche italiane, sono state coinvolte in quella che si è rivelata essere una vera e propria truffa. Partita da un fatto reale e che coinvolge gli Stati Uniti, nulla ha a che vedere con clienti e consumatori al di fuori dei confini statunitensi
Negli ultimi mesi una nuova truffa ha messo a rischio i consumatori. In particolare, è stato registrato un diffuso invio di assegni di piccolo taglio, solo in appareza collegati ad Amazon Prime, che stanno raggiungendo numerose famiglie. Nello specifico alcune persone hanno ritrovato nella propria cassetta della posta una busta, spesso spedita dall’estero, al cui interno si trova un assegno bancario da 51 dollari statunitensi insieme ad una lettera che cita nomi di rilievo e presunti accordi internazionali. Si tratta, come accennato, di un vero e proprio tentativo di truffa in cui, come segnala anche il "Corriere della Sera", è rimasta coinvolta tra gli altri pure una donna di Formigine, nel Modenese.
L'assegno e la lettera
La storia di questa signora è stata raccolta e diffusa dalla sezione locale dell’associazione consumatori Adiconsum che ha raccontato i dettagli della vicenda per mettere in guardia tutti coloro che potrebbe essere coinvolti in una situazione simile. In sostanza, proprio di recente, la signora ha ricevuto una busta commerciale, apparentemente senza destare sospetti. All’interno della stessa busta è stato rinvenuto un assegno americano da 51 dollari, emesso dalla Huntington National Bank di Columbus, in Ohio. Ad accompagnare l'assegno anche una lettera scritta in inglese, in cui si parla di una agenzia governativa statunitense che difende i consumatori, di un presunto interesse del presidente Donald Trump e di un accordo siglato con Amazon per una contestazione sul pacchetto "Prime". In realtà, sottolinea chiaramente il portale "Business Online" citato dalla stessa Adiconsum, "l’iniziativa dei truffatori sfrutta l’esistenza di controversie reali legate all’abbonamento Amazon Prime negli Stati Uniti, utilizzando però questi elementi per costruire un inganno mirato soprattutto agli utenti europei, italiani in primis".
Il sospetto
La signora di Formigine, però, non si è fidata. Osservando bene l’assegno ha notato che si trattava di un ipotetico un ristoro da depositare entro il 28 aprile 2026. Nella lettera erano presenti poi anche i dettagli di un sito web da utilizzare per essere rimborsati attraverso il canale di PayPal. La donna ha prontamente segnalato quanto accaduto alle autorità e alla stessa Adiconsum ed è emerso che la causa esiste realmente, negli Stati Uniti, la cifra da ricevere è davvero quella, e ogni persona che abbia usato Prime potrebbe quindi credere di essere coinvolta.
Cosa sapere in realtà per evitare la truffa
Alla base di questa vicenda, è emerso dopo attente verifiche, c'è un insieme di informazioni reali tratte da recenti accordi tra Amazon e la Federal Trade Commission (FTC) statunitense sfociata però in una pratica fraudolenta orchestrata per coinvolgere consumatori ignari della situazione oltre i confini geografici americani. Durante il periodo 2019-2025, infatti, Amazon ha dovuto affrontare una causa da parte della stessa FTC per difendersi dalle accuse di pratiche scorrette nella promozione e gestione degli abbonamenti "Prime"Il colosso ha dovuto rispondere all'accusa di aver reso complicata la cancellazione dell'abbonamento e di aver utilizzatoquelli che vengono chiamati in gergo “dark pattern” nell’interfaccia del sito di Amazon. La società, in seguito alle accuse, ha raggiunto un accordo accettando di versare oltre due miliardi di dollari tra sanzioni e rimborsi per i clienti statunitensi coinvolti direttamente nella controversia, proprio con risarcimenti individuali fino a 51 dollari. Su questo scenario si sono inserite le attività dei truffatori, che hanno approfittato della situazione per spedire assegni accompagnati da corrispondenza apparentemente formale, anche con riferimenti ad autorità governative e dettagli autentici come la banca americana coinvolta. Sebbene la class action e gli indennizzi esistano realmente, dunque, i rimborsi effettivi sono destinati solamente a chi rientra nei criteri del risarcimento negli Stati Uniti.
L'appello
"La lettera di Formigine è un capolavoro falsario, la prova che il catalogo delle truffe continua ad arricchirsi. Ecco: non depositate l'assegno, denunciate subito. State attenti ai messaggi successivi con link che mettono a rischio i dati, anche quelli bancari". Questo l'appello inoltrato dalla coordinatrice Adiconsum Emilia-Romagna per Modena e Reggio Emilia, Adele Chiara Cangini.
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Come agiscono i truffatori
Quali gli obiettivi dietro questo progetto criminale? Chi organizza la truffa induce la vittima a depositare l’assegno presso la propria banca. La procedura può sembrare in un primo momento corretta, poiché la somma viene temporaneamente accreditata durante la verifica, ma l’assegno risulta poi privo di copertura. A quel punto i truffatori contattano la vittima sostenendo che ci sia stato un errore e chiedendo la restituzione degli importi tramite bonifico o sistemi di pagamento online. Quando la frode viene scoperta, i soldi sono ormai perduti. Un altro metodo usato è quello del phishing. Senza depositare l’assegno, la vittima potrebbe ricevere messaggi che la invitano a visitare siti web progettati solamente con lo scopo di rubare password, dati bancari e altre informazioni sensibili.