Meta ha ottenuto un brevetto per un Large Language Model in grado di “simulare” l'attività di un utente sui social, per esempio rispondendo a post o contenuti. Il colosso tech ha però specificato che, al momento, “non c'è l’intenzione” di procedere con l'implementazione e la sperimentazione di questo modello
Un'intelligenza artificiale che permette di utilizzare i social anche dopo la morte. È questa la nuova idea di Meta, che ha ottenuto un brevetto per un modello di machine learning basato sull'AI in grado di “simulare” l'attività di un utente sui social, per esempio rispondendo a post o contenuti. Depositato nel 2023 da Andrew Boswoth, chief technology officer di Meta, la tecnologia avrebbe l'obiettivo di “riprodurre l'attività di un utente quando è assente dal sistema di social network, ad esempio quando si prende una lunga pausa dai social o quando muore”, si legge nel documento, riportato da Business Insider. Il colosso tech ha però specificato che, al momento, “non c'è l’intenzione” di procedere con l'implementazione e la sperimentazione di questo modello.
Il brevetto di Meta
Ma qual è lo scopo? Secondo Meta, il modello di AI servirebbe a “colmare il vuoto” della mancanza di un utente sui social. “L'impatto sul pubblico è molto più grave e permanente se un utente è deceduto e non può più utilizzare la piattaforma”, riferisce l'azienda, citata ancora da Business Insider. Per questo, creando un “clone digitale di un utente” e “addestrando un modello su dati specifici", come commenti e mi piace, l'IA sarebbe in grado di “riprodurre” e “mimare” l'attività social di una persona. Il clone è in grado di “ rispondere ai contenuti di altre persone mettendo Mi piace e commentando, oppure rispondendo ai messaggi diretti”, spiega ancora il sito statunitense, che specifica: “Un brevetto concesso non significa però che l'azienda svilupperà o implementerà quella specifica tecnologia”.