10 anni senza Steve Jobs: la storia del genio di Apple

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Il 5 ottobre 2011, l'imprenditore californiano si spense nella sua abitazione di Palo Alto. Le sue invenzioni hanno rivoluzionato le abitudini dei consumatori, rendendo Apple un punto di riferimento assoluto su vari mercati

"Siate affamati, siate folli" è soltanto la più famosa delle frasi pronunciate da Steve Jobs, storico cofondatore e Ceo di Apple, scomparso dieci anni fa, il 5 ottobre 2011, per un tumore al pancreas. L'imprenditore californiano ha giocato un ruolo pionieristico nel campo dell'innovazione tecnologica: il suo lascito permette ancora oggi ad Apple di essere un punto di riferimento in diversi settori, da quello degli smartphone ai computer. Proprio per questo, l'azienda ha dedicato all'inventore lo 'Steve Jobs Theater' nella sede di Apple Park, in cui vengono presentate molte delle novità di Cupertino.

La storia di Steve Jobs

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Jobs nacque il 24 febbraio 1955 a San Francisco. Alcuni aspetti della sua vita sono emersi solo alcuni anni fa, e a chiarire molti punti è stata la biografia ufficiale. Il padre era uno studente siriano, mentre la madre biologica era una studentessa universitaria che, temendo di non potergli garantire un futuro dignitoso, lo diede in adozione, assicurandosi che però i genitori adottivi - Paul Jobs (meccanico) e Clara Hagopian (contabile) - gli facessero frequentare l'università (andò, per un breve periodo, al Reed College, in Oregon).

I primi passi di Apple

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Tornato in California dopo alcuni viaggi, Jobs fondò la Apple insieme a Steve Wozniak, a 21 anni, nel 1976. E portò l'azienda dall'iniziale garage in cui tutto cominciò, a essere quotata in borsa nel 1980, vendendo 4,6 milioni di azioni a 22 dollari ciascuna. Non mancarono le difficoltà: in seguito agli scontri con l'amministratore delegato John Sculley, negli anni Ottanta Steve Jobs arrivò a lasciare Apple, per poi rientrare nel 1997 con la carica di Ceo, guidando Cupertino verso una nuova era dal punto di vista creativo.

Le invenzioni che hanno cambiato Apple

Proprio il rientro di Steve Jobs in Apple spianò la strada a nuovi prodotti rivoluzionari, dall'iMac, che faceva della semplicità e dell'innovativo aspetto estetico i propri cardini, all'iPod, che insieme alla piattaforma iTunes cambiò radicalmente le abitudini dei consumatori nel settore della musica digitale. Pochi anni dopo, nel 2007, lo stesso fece l'iPhone, che sancì l'ingresso di Apple nel mercato della telefonia mobile con uno smartphone che univa le funzionalità del telefono cellulare a quelle del palmare. Con il tablet chiamato iPad, uscito nel 2010, si completava il set di prodotti che avrebbero reso celebre Apple negli anni a venire.

La nomina di Tim Cook prima della morte

Il tumore maligno al pancreas che causò la morte di Steve Jobs fu scoperto nel 2003, e richiese un'operazione nel 2004. Tuttavia, le voci riguardanti un precario stato di salute del fondatore non smisero di circolare, complici alcuni appuntamenti mancati e uscite pubbliche nel quale si notava una perdita di peso. Nel 2011 Jobs chiese infine un congedo medico prima di dimettersi lo stesso agosto, nominando Tim Cook come proprio successore. Il 5 ottobre 2011 morì nella sua abitazione di Palo Alto, in California. Da tempo Apple ha creato un portale online intitolato 'In ricordo di Steve', che contiene i messaggi inviati da milioni di utenti di tutto il mondo che "hanno voluto condividere pensieri, sentimenti e ricordi" di Jobs.

Steve Jobs nel 2007
Steve Jobs nel 2007 - ©Ansa

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