Huawei, il presidente Ren Zhengfei: "Da Biden ci aspettiamo una politica di apertura"

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Il fondatore del colosso cinese si augura "che la nuova amministrazione attui una politica aperta a beneficio delle imprese americane e dello sviluppo economico degli Usa". Nel maggio 2019 il bando deciso da Donald Trump con l'accusa di essere un rischio per la sicurezza nazionale

Il fondatore di Huawei Ren Zhengfei ha chiesto alla nuova amministrazione guidata da Joe Biden "una politica di apertura". Il colosso cinese delle telecomunicazioni era stato inserito nella lista nera e messo al bando negli Stati Uniti dall'ex presidente americano Donald Trump. "Ci auguriamo che la nuova amministrazione Usa attui una politica aperta a beneficio delle imprese americane e dello sviluppo economico degli Stati Uniti", ha detto Ren, 76 anni, in un incontro con la stampa.

Il bando americano a Huawei

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Il bando era stato deciso nel maggio 2019 da Trump, che ha stabilito il divieto di acquistare apparecchiature Huawei e Zte da parte di società di telecomunicazione americane. La decisione di Washington è stata motivata dall’affermazione che le attività di Huawei sarebbero un rischio per la sicurezza nazionale: in seguito alla messa al bando il big cinese e 70 delle sue affiliate sono finite nella 'Entity List' americana, una sorta di lista nera del commercio Usa. Il bando impone inoltre alle società americane che vogliono fare affari con Huawei di ottenere una licenza. Tra le compagnie americane fornitrici del gruppo cinese ci sono Intel, Qualcomm, Micron, Seagate, Western Digital e Broadcom.

Il progetto HarmonyOS

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Per far fronte alle sanzioni che vietano al gigante cinese di fare affari con le aziende americane, Huawei ha deciso di lanciare il progetto HarmonyOs, ovvero il proprio sistema operativo, in arrivo nei prossimi mesi. Il progetto HarmonyOs indica la volontà di creare un proprio ecosistema, sganciandosi dagli Stati Uniti che al momento detengono il dominio di questo campo con Android di Google e iOS di Apple.

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