L'Ema denuncia: "Siamo sotto cyberattacco". Pfizer: rubati documenti legati al vaccino

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L'Agenzia europea per i medicinali, in un comunicato, ha spiegato di aver "aperto un'inchiesta completa, in stretta collaborazione con la polizia". La casa farmaceutica aggiunge che i dati violati nell'attacco hacker sono relativi al processo di autorizzazione del vaccino anti-Covid

"L'Ema è stata oggetto di un cyberattacco. L'agenzia ha rapidamente aperto un'inchiesta completa, in stretta collaborazione con la polizia". A darne notizia è la stessa Agenzia europea per i medicinali, in un comunicato pubblicato sul suo sito ufficiale. La casa farmaceutica Pfizer ha reso noto che nel corso dell'attacco hacker sono stati rubati documenti relativi al processo di autorizzazione del vaccino anti-Covid. "È importante sottolineare che né il sistema BioNTech né quello di Pfizer sono stati violati in relazione a questo incidente, e che non abbiamo conoscenza dei dati personali che sarebbero stati rubati", ha precisato la casa farmaceutica (COVID, GLI AGGIORNAMENTI).

Ema: "Forniremo dettagli a tempo debito"

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"L'Ema non può fornire ulteriori dettagli mentre l'indagine è in corso. Ulteriori informazioni saranno rese disponibili a tempo debito", precisa l'Ema, attualmente impegnata nella valutazione delle domande di autorizzazione per l'immissione in commercio di diversi vaccini contro il Covid-19. Pfizer spiega di attendere "ulteriori informazioni sull'indagine dell'Ema". Date "le considerazioni cruciali di sanità pubblica e l'importanza della trasparenza, continuiamo a fornire chiarimenti su tutti gli aspetti dello sviluppo del vaccino e il processo regolatario", ha aggiunto la casa farmaceutica.

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"Non voglio pregiudicare il lavoro dei nostri esperti sui vaccini di Pfizer e Moderna, ma posso anticipare che la visione preliminare dei dati che abbiamo ricevuto il primo dicembre è positiva per quanto riguarda efficacia e sicurezza". Lo ha dichiarato la direttrice dell'Ema Emer Cooke in un'intervista a Repubblica"Probabilmente ci esprimeremo il 29 dicembre per Pfizer e il 12 gennaio per Moderna", ha poi aggiunto.
"Dobbiamo ancora controllare la qualità della catena di produzione e la capacità delle aziende di preparare il rimedio su larga scala. Su questi aspetti i nostri esperti hanno domandato informazioni addizionali, così come abbiamo chiesto ulteriori dettagli sulla sicurezza. È uno scambio di informazioni costante, che svolgiamo su base giornaliera", ha aggiunto Cooke, a capo dell'Ema dal 16 novembre. "In Europa il processo di autorizzazione è indipendente, non ci sentiamo sotto pressione politica.
La pressione semmai è scientifica perché vogliamo essere certi di fare il meglio per i cittadini", assicura.

Cooke: "Il vaccino non è una bacchetta magica"

Quanto a possibili effetti collaterali, la direttrice dell'Ema ha precisato: "Con l'autorizzazione predisporremo misure stringenti di monitoraggio su tutta la popolazione, inclusi gli anziani". Chi dovrà ricevere per primo il vaccino? Si tratta di "una decisione che spetta alle autorità nazionali. Ma dobbiamo dire subito che il vaccino non è una bacchetta magica, la popolazione dovrà continuare a seguire tutte le restrizioni come mascherina, igiene e distanziamento perché all'inizio non ci saranno dosi per tutti e anche dopo, ancora per un certo periodo, fino a quando l'impatto del vaccino non sarà del tutto chiaro", ha concluso Cooke.

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