Videogiochi, negli Usa il mercato è cresciuto del 19% nel 2020

Tecnologia

Durante il lockdown, molti consumatori si sono avvicinati al mondo dei videogiochi per la prima volta, soprattutto grazie ai dispositivi mobile, e altri hanno dedicato un numero di ore maggiore al proprio hobby preferito

Durante i mesi del lockdown il mercato dei videogiochi ha conosciuto una crescita importante, soprattutto negli Stati Uniti. I dati diffusi dalla società di ricerche di mercato NDP Group indicano che tre statunitensi su quattro giocano con i videogame. Complessivamente si tratta di 244 milioni di persone, 32 milioni in più rispetto al 2018. Il 39% di questo campione è composto da “light gamer”, ossia da giocatori che dedicano meno di cinque ore alla settimana ai videogiochi; i gamer moderati, che giocano dalle 5 alle 15 ore a settimana, sono il 32%, mentre i cosidetti heavy o hardcore gamer, che trascorrono oltre 15 ore alla settimana con un pad tra le mani, sono il 20%. 

 

Gli effetti del lockdown

 

Questa crescita del mercato è stata in buona parte favorita anche dalla diffusione sempre più capillare degli smartphone, che hanno portato i videogiochi anche nelle tasche di chi in passato non ne avrebbe mai toccato uno. Il 35% degli utenti intervistati da NPD Group ha dichiarato di essersi abituato a giocare di più rispetto al periodo precedente alla pandemia di coronavirus. Tuttavia, la maggior parte di questi videogiocatori si dedica al proprio hobby preferito con dispositivi non creati appositamente per il gaming, come lo smartphone, i tablet e i computer. Solo il 6% degli intervistati ha dichiarato di aver iniziato a videogiocare durante il lockdown.

 

La crescita del settore

 

Nel corso dell’ultimo anno la spesa dei consumatori statunitensi nel settore videoludico è cresciuta del 19% rispetto al 2019, arrivando a quota 6,6 miliardi di dollari. Un buon risultato, che però non supera, almeno per il momento, il record di 7 miliardi di dollari raggiunto nel 2010. A incidere sul totale sono anche gli effetti della recessione economica, che hanno spinto molte famiglie a tagliare le spese ritenute superflue. Complessivamente, i consumatori hanno speso più di 3 miliardi dollari per l’acquisto di software; 2 miliardi di dollari per gli accessori e le Game Card e 1,6 miliardi di dollari per le console. 

 

I dati di giugno

 

Nel mese di giugno si è verificato un aumento delle vendite del 26% rispetto al 2019, con un giro di affari pari a 1,2 miliardi di dollari. Si tratta di un ottimo risultato, ma non di un record assoluto. Non supera, infatti, gli 1,3 miliardi di dollari spesi nel settore a giugno 2009. Anche in questo caso è stato il software videoludico a contribuire maggiormente alla crescita del settore, con 570 milioni di dollari spesi. Le Game Cards e gli accessori hanno mosso altri 417 milioni di dollari, mentre le console si sono dovute “accontentare” di 191 milioni di dollari. Si tratta di un dato che non stupisce, considerando che ormai mancano solo pochi mesi all’uscita delle console di nuova generazione.

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