Le Gallerie degli Uffizi sbarcano su TikTok

Tecnologia
TikTok (Getty Images)

Il social basato sulla condivisione di brevi e diverti video ha conquistato anche gli Uffizi, che da oggi debuttano sulla piattaforma con il nome @uffizigalleries, usato anche su tutti gli altri social del museo 

TikTok, il social basato sulla condivisione di brevi e diverti video, ha conquistato anche gli Uffizi, che da oggi debuttano sulla piattaforma, popolare soprattutto tra i più giovani, con il nome @uffizigalleries, usato anche su tutti gli altri social del museo.
Già presenti su Twitter, YouTube, Instagram, e dall’inizio della pandemia di Covid-19 anche su Facebook, dove hanno registrato oltre 1,9 milioni di visualizzazioni in poco più di un mese, le Gallerie degli Uffizi da oggi portano l’arte e la cultura anche su TikTok.

Online quattro clip sul profilo ufficiale TikTok

Gli Uffizi hanno scelto di inaugurare il proprio canale TikTok attivo da oggi, 29 aprile, con quattro brevi video dedicati ad alcune delle maggiori opere ospitate nel museo, tra le quali il Tondo Doni di Michelangelo Buonarroti, il doppio Ritratto dei duchi di Montefeltro di Piero della Francesca e la Maddalena di Tiziano. Il protagonista del primo clip postato dagli Uffizi su TikTok è il Cavaliere Pietro Secco Suardo, dipinto del ‘500 di Giovanni Battista Moroni, che si aggira per i corridoi delle Gallerie in cerca di una festa. Con oltre 470mila followers su Instagram, dove sono tra i musei più seguiti al mondo, gli Uffizi sono pronti a conquistare la platea di TikTok composta soprattutto da giovanissimi, nonostante l’età media si sta alzando, grazie a numerosi personaggi dello spettacolo e della politica, oltre a enti internazionali come l’Oms, che hanno aperto account per avere una “connessione diretta” con gli under 18, meno presenti sui media tradizionali.

Il commento del direttore degli Uffizi

“Così come un giornale non è completo senza la vignetta e la caricatura della prima pagina così anche un museo può fare umorismo: serve ad avvicinare le opere a un pubblico diverso da quello cui si rivolge la critica ufficiale, ma anche a guardare le opere in modo diverso e scanzonato”, commenta il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt. “In particolare, in un momento difficile come questo, è importante, ogni tanto, concedersi un sorriso e un po’ di autoironia. E se è possibile farlo grazie alla grande arte, ancora meglio”. 

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