Coronavirus e app tracciamento, gli esperti: dati protetti e "approcci decentralizzati"

Tecnologia

È necessario che siano “trasparenti, sicure e che rispettino i diritti e le libertà fondamentali delle persone”. È l’appello lanciato da oltre 300 ricercatori in una lettera diretta “ai decisori”, che fissa quattro requisiti importanti per le app di contact tracing 

“Siamo preoccupati che nell'effettiva messa in campo dell'app si possano insinuare interessi che hanno priorità diverse da quella della tutela dei diritti fondamentali dei cittadini e che quindi siano adottate e implementate soluzioni in deroga alla normativa a protezione dei dati”. Questo è l’appello lanciato da oltre 300 ricercatori, esperti e accademici di tutto il mondo, in una lettera rivolta a coloro che sono chiamati a prendere decisioni per gestire l’emergenza dovuta alla pandemia di Covid-19 (LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA).
Nelle app di tracciamento, tra le quali rientra anche Immuni, la piattaforma scelta dal Governo italiano, vanno adottati "approcci decentralizzati" con i dati conservati localmente sugli smartphone. Tutte le informazioni personali dovranno essere “cancellate al termine del periodo di utilità degli stessi ai fini della ricostruzione del contagio”. È necessario, inoltre, che tali tecnologie siano “trasparenti, sicure e che rispettino i diritti e le libertà fondamentali delle persone”. Questi sono solo alcuni dei punti cardine elencati dagli esperti nella lettera divulgata sul sito ufficiale del Nexa Center for Internet and Society del Politecnico di Torino, promotore dell’iniziativa.
Domenico Arcuri, Commissario per l'emergenza, ha assicurato che l’app di contact tracing Immuni garantirà la sicurezza e la privacy dei cittadini e che non sarà obbligatoria. Inoltre, sul sito del ministero dell'Innovazione, guidato da Paola Pisano, che ha seguito personalmente il processo per la selezione dell'app si legge che “la tecnologia per il tracciamento dei contatti potrebbe essere adottata in modalità compatibili con le necessità di rispettare diritti e libertà fondamentali dei cittadini sanciti dalla Costituzione".

La lettera degli esperti nel dettaglio

Nella lettera gli esperti elencano quattro requisiti, per loro fondamentali, che dovranno rispettare le app di tracciamento. Prima tra tutte la volontarietà: “L’uso dell’app dovrà esser volontario e libero: nessuna limitazione o discriminazione potrà essere determinata dal mancato utilizzo dell’app”.
Nel secondo requisito gli esperti chiedono che "la finalità specifica dell'app resti il tracciamento e non finalità estranee come le autocertificazioni online o più o meno improbabili nulla-osta di circolazione che richiedono altre e diverse valutazioni di liceità del trattamento". Ragion per cui sottolineano che sia fondamentale escludere l’utilizzo della geolocalizzazione.
Il terzo punto è legato alla trasparenza, alla verificabilità e alla sicurezza. ”Il software delle tecnologie da adottare deve essere disponibile pubblicamente" così come "il protocollo su cui si basa l'app, i documenti che hanno portato alle scelte dei decisori, incluso il parere del Garante della Privacy" e deve essere "trasparente il governo complessivo dell'intero processo di tracciamento inserito nelle più ampie strategie di contenimento del virus nella fase 2”, scrivono gli esperti.
Il quarto requisito riguarda la memorizzazione dei dati che deve “essere completamente decentralizzata" con i dati "conservati localmente sui dispositivi, soluzione che risponde appieno all'esigenza, propria dell'intera normativa a protezione dei dati, di lasciare ai cittadini il controllo sulle informazioni personali".
"L'uso di tecnologie e dati digitali svolge e svolgerà un ruolo importante nelle strategie di sanità pubblica per contrastare l'epidemia COVID-19", scrivono gli esperti nella lettera. "Tale tecnologia dovrà essere inserita in una efficace strategia sanitaria complessiva ed essere largamente accettata e utilizzata dalla popolazione”.

Domenico Arcuri: l’app di tracciamento sarà volontaria

"Ho letto che noi avremo in testa di rendere obbligatoria l’app per i cittadini, questa è una farsa. L’app sarà e resterà volontaria”, ha dichiarato Domenico Arcuri, sottolineando che la piattaforma di tracciamento garantirà la sicurezza e la privacy dei cittadini.
Il commissario straordinario ha poi aggiunto che le informazioni personali dei cittadini “dovranno essere conservate su una infrastruttura pubblica e italiana, anche perché la privacy e la riservatezza dei dati è un diritto inalienabile ed irrinunciabile".  

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