Coronavirus, Microsoft supporta la sanità italiana con un chatbot

Tecnologia
Immagine di archivio (Ansa)

Healthcare Bot è un software che può essere utilizzato dagli istituti sanitari di ogni dimensione per affrontare la pandemia di Covid-19 tramite un’autovalutazione dei sintomi 

Microsoft si è resa disponibile per dare un sostegno concreto alla sanità italiana, impegnata nella difficile lotta al coronavirus Sars-CoV-2 (segui la DIRETTA di Sky TG24). Tramite una collaborazione con Inail, l’Azienda di Redmond ha da poco reso disponibile Healthcare Bot, un software che può essere utilizzato dagli istituti sanitari di ogni dimensione per affrontare la pandemia di Covid-19 tramite un’autovalutazione dei sintomi. Per il momento, è stato adottato con “significativi progetti” dall’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, dall’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma e dall’Azienda Sanitaria Locale “Napoli 3 Sud”. “La cooperazione con l’Istituto Spallanzani, il San Giovanni Addolorata e l’ASL Napoli 3 Sud s’inscrive nel più ampio impegno di Microsoft per offrire supporto al mondo della sanità alle prese con l’attuale pandemia”, sottolinea Silvia Candiani, Amministratore Delegato di Microsoft Italia.

L’utilità di Healthcare Bot

Basato sulla piattaforma cloud Azure e sull’Intelligenza Artificiale di Microsoft, Healthcare Bot integra un insieme di informazioni sul coronavirus in riferimento a valutazione del rischio, triage clinico, FAQ e metriche globali. Grazie a questa mole di dati è in grado di rispondere in modo interattivo alle domande dei pazienti e di aiutarli a discernere le azioni da intraprendere, togliendo alcune incombenze al personale medico e ospedaliero ed evitando rallentamenti nell’erogazione delle cure.

L’esperienza dell’Istituto Spallanzani col chatbot

Nel corso dell’ultimo mese, il chatbot ha offerto consulenza a 18 milioni di persone sparse in tutto il mondo e gestito circa 160 milioni di messaggi. In dieci giorni sono quasi 10.000 le persone che ne hanno già beneficiato in Italia, con una mole di oltre 42.000 messaggi. “Il chatbot abilitato da Microsoft si è rivelato uno strumento semplice ma concreto”, spiega Gabriele Rinonapoli, U.O.S.D. Sistemi Informatici e Telecomunicazioni dell’IRCCS Lazzaro Spallanzani. “La standardizzazione delle informazioni è fondamentale per gestire l’emergenza, ridurre gli accessi inutili alle strutture sanitarie e ottimizzare il carico di lavoro”, aggiunge l’ingegnere. “In questo modo è possibile abilitare l’analisi delle risposte al questionario che può rappresentare un’interessante base dati su cui sviluppare nuovi studi”, conclude Rinonapoli. 

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