Adolescenti e internet, il 30% dei genitori si ritiene impreparato

Tecnologia

In occasione del Safer Internet Day, una ricerca di Telefono Azzurro ha sottolineato il gap esistente tra giovani e adulti su tematiche relative a web e cyberbullismo. E anche il 46% degli insegnanti chiede di essere formato 

I genitori sono impreparati rispetto alle nuove tecnologie e all’approccio che i propri figli hanno verso internet. E’ questo, in sintesi, il succo del rapporto che Telefono Azzurro ha diramato in occasione del Safer Internet Day (GLI STUDENTI A SKY ACADEMY), la giornata mondiale per la sicurezza in rete istituita e promossa dalla Commissione Europea, giunta alla sua XVII edizione e istituita per oggi, 11 febbraio.

I rischi per i più giovani

Sono cyberbullismo, sexting e violazione della privacy i rischi maggiori nei quali bambini e adolescenti possono incorrere, durante il tempo trascorso su internet. E per un genitore essere al passo con le diverse piattaforme di social media utilizzate dai figli, in età sempre più precoce, può essere difficile, tanto che il 30% di loro si dichiara impreparato. Sono questi alcuni dei dati riscontrati nel rapporto di Telefono Azzurro, messo a punto con l’intento di promuovere momenti di riflessione con i colossi mondiali della rete e con l'obiettivo di aumentare l’impegno di tutti gli attori in campo per la sicurezza dei minori, oltre che a rafforzare la consapevolezza tra gli adulti degli strumenti che possono essere adottati per evitare i pericoli più diffusi.

Un gap generazionale

"È necessario affrontare il tema del rapporto dei bambini e degli adolescenti con il digitale con competenze sempre più specifiche e validate tramite un approccio interdisciplinare trasferendo tali competenze anche nella formazione ai professionisti e di tutta la società civile, nonché coinvolgendo direttamente i bambini e gli adolescenti, promuovendo la loro partecipazione attiva", ha commentato Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro. Dunque tra genitori e figli esiste un vero e proprio gap di conoscenze e informazioni corrette sul tema: da qui la necessità di una vera e propria "formazione digitale" per gli adulti che vivono tra preoccupazione e poca consapevolezza. Un terzo circa di essi, nel rapporto di Telefono Azzurro, ha ammesso di non avere adeguate competenze su tematiche legate al mondo del web, in particolare sulla questione cyberbullismo.

Le preoccupazioni dei genitori

Ma quali sono le preoccupazioni principali degli adulti? I genitori, in particolare, temono che i figli possano avere a che fare con contenuti che esaltano l'anoressia, l'autolesionismo, il suicidio (21%), oppure con siti e pagine web dai contenuti pornografici (18%) o che propongono immagini drammatiche o violente. Nonostante queste paure, però, gli adulti ammettono di non essere sempre vigili: al 45% dei genitori è capitato almeno una volta di permettere l'utilizzo al proprio figlio di un'applicazione senza verificarne il limite di età per l'utilizzo. Inoltre, nel 48% dei casi i genitori ritengono che i ragazzi siano in grado di utilizzare in maniera consapevole i social, a partire dai 16 anni. Non solo i genitori reclamano il desiderio di aggiornarsi. Anche gli insegnanti esprimono un bisogno di formazione sia dal punto di vista dei temi, sia dal punto di vista delle modalità per gestire le situazioni di disagio. Il 46% di essi infatti ritiene di non essere adeguatamente preparato nel caso di situazioni in cui emergono violenza, pericolo o pregiudizio.

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