Motorola Razr “delude” al test di durabilità: display più fragile del previsto

Tecnologia

Il sito Cnet ha utilizzato un macchinario che apre e chiude lo smartphone pieghevole velocemente per testarne la resistenza dello schermo: dopo 27.000 flessioni il device ha mostrato segni di cedimento 

Gli smartphone pieghevoli arrivati sul mercato negli ultimi mesi hanno introdotto un nuovo dilemma per i consumatori, ovvero quello della resistenza di uno schermo che deve essere in grado di flettersi molte volte anche in un solo giorno. Secondo il test di durabilità eseguito dal portale statunitense Cnet, Motorola Razr sarebbe da bocciare almeno parzialmente su questo aspetto, visto che il display tenderebbe a mostrare alcuni difetti dopo neanche un anno se si considera l’utilizzo medio stimato di un utente. Lo smartphone pieghevole è appena arrivato sul mercato italiano, ma secondo le ultime indiscrezioni Motorola potrebbe già essere al lavoro sul successore di Razr.

Motorola Razr, testata la resistenza del display

Motorola Razr non è sfuggito al test di durabilità nel quale i giornalisti di Cnet verificano la resistenza degli schermi flessibili sfruttando una macchina chiamata FoldBot, messa a punto per aprire e chiudere gli smartphone pieghevoli a ripetizione, simulando così in poco tempo quello che accadrebbe a lungo termine per chi acquista il device. I risultati ottenuti da Cnet non sono confortanti: dopo “soltanto” 27.000 flessioni, infatti, Motorola Razr ha iniziato a mostrare segni di cedimento, con alcune pieghe sottili visibili sul display. Il sito specifica inoltre che fin dall’inizio del test la “cerniera” dello smartphone, lungo la quale il dispositivo dovrebbe piegarsi, risultava piuttosto rigida, impedendo di flettere facilmente e quindi richiudere correttamente il telefono. Cnet spiega che, mediamente, uno statunitense controlla il proprio telefono 52 volte al giorno: questo significa che le 27.000 aperture e chiusure di Motorola Razr avverrebbero in meno di un anno. Il portale sottolinea però che sarebbe sbagliato tracciare una statistica netta: il FoldBot, viste le continue flessioni in rapida successioni, non riflette fedelmente l’utilizzo fatto nella vita di tutti i giorni, sottoponendo lo smartphone a uno stress decisamente maggiore. I dati sulla frequenza con cui il telefono viene controllato da un utente non tengono conto inoltre del display presente all’esterno del device, che permette di gestire alcune funzioni senza aprirlo.

La risposta di Motorola

Facendo un confronto, tuttavia, Motorola Razr non si avvicina neanche alle 120.000 flessioni eseguite da FoldBot con Samsung Galaxy Fold lo scorso autunno. Motorola ha però contattato Cnet spiegano che il macchinario utilizzato per il test risulta inadatto a testare lo smartphone pieghevole: "Motorola Razr è uno smartphone unico nel suo genere, dotato di un sistema di piegatura a conchiglia che non ha nulla da invidiare a nessun altro dispositivo sul mercato. La macchina FoldBot di SquareTrade non è progettata per testare il nostro dispositivo. Qualsiasi test eseguito che utilizzerà questa macchina causerà un eccessivo stress sulla cerniera e non permetterà al telefono di aprirsi e di richiudersi nel modo corretto, rendendo il test impreciso. É importante ricordare che Motorola Razr è stato sottoposto a un test di resistenza durante la fase di progettazione e che il test di CNET non rappresenta il modo in cui gli utenti utilizzeranno il dispositivo nella vita di tutti i giorni. Abbiamo piena fiducia nella resistenza del razr. Per scoprire come mettiamo alla prova il sistema di piegatura del Razr, è possibile consultare il video sul nostro account Twitter o sul nostro canale YouTube".

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