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Apple si scusa per aver registrato con Siri conversazioni private

I titoli delle 13 di Sky TG24 del 29/08

2' di lettura

Il colosso di Cupertino ha ammesso di non essere stato all’altezza dei suoi standard per la privacy e ha annunciato nuove pratiche per tutelare gli utenti 

Apple si è scusata con i propri utenti per aver assunto dei collaboratori per ascoltare le conversazioni con Siri. L’intento dell’azienda era affinare le prestazioni del proprio assistente vocale tramite l’analisi delle registrazioni vocali. Il colosso di Cupertino ha ammesso di non essere stato all’altezza dei suoi standard per la privacy e ha annunciato nuove pratiche per tutelare gli utenti. Dopo lo scoop del Guardian, pubblicato a fine luglio, l’azienda ha sospeso il programma volto a migliorare la capacità di Siri e ha avviato un’indagine interna, che ha portato al licenziamento dei contractor terzi assunti per verificare la presenza di errori nelle registrazioni dell’assistente vocale. Il Guardian riporta che alcuni dei collaboratori hanno ascoltato conversazioni private e “registrato coppie che facevano sesso”.

Le modifiche al programma

Apple spiega che il programma finalizzato al miglioramento delle prestazioni di Siri riprenderà in autunno, anche se con alcuni importanti cambiamenti. Per aiutare l’assistente vocale a raggiungere nuove vette, la società utilizzerà delle trascrizioni generate da alcuni software. Inoltre, le registrazioni delle interazioni dei possessori di dispositivi Apple con Siri non saranno più conservate automaticamente. Tuttavia, gli utenti che vorranno dare il proprio contributo potranno farlo permettendo l’ascolto di file audio delle richieste fatte all’assistente vocale. “Speriamo che molte persone sceglieranno di aiutare Siri a migliorare, sapendo che Apple rispetta i loro dati e che ha forti controlli della privacy", ha dichiarato il colosso di Cupertino. I partecipanti al programma saranno liberi di cambiare idea in qualsiasi momento.

L’analisi delle interazioni con Siri

Apple ha chiarito che prima della sospensione il processo prevedeva la revisione di un piccolo campione di audio provenienti dalle interazioni degli utenti con Siri (inferiore allo 0,2%) e delle loro trascrizioni generate al computer. L’obiettivo era valutare quanto l’assistente digitale rispondesse correttamente ai quesiti dei fruitori e capire come migliorarne l’affidabilità. 

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