Il computer più veloce del mondo arriverà nel 2021

Tecnologia
Supercomputer (Getty Images)

Si chiamerà Frontier e costerà 600 milioni di dollari, pari al prezzo previsto per la sua completa realizzazione, attualmente in corso negli Usa, presso il Laboratorio Nazionale di Oak Ridge (Ornl), del Dipartimento dell'Energia americano (Doe) 

È già in costruzione il prossimo supercomputer: sarà il più veloce del mondo.
Si chiamerà Frontier e sarà ultimato molto probabilmente entro il 2021.
Si tratta di un supercomputer da 600 milioni di dollari, pari al costo previsto per la sua completa realizzazione, attualmente in corso negli Usa, presso il Laboratorio Nazionale di Oak Ridge (Ornl), del Dipartimento dell'Energia americano (Doe).

Frontier integra diverse tecnologie di ultima generazione

Una volta ultimata la sua costruzione, Frontier sarà il supercomputer più veloce mai costruito prima. Potrà compiere un miliardo e mezzo di miliardi di operazioni al secondo: un’abilità permessa dalle diverse tecnologie di ultima generazione integrate al suo interno.
Frontier opererà affiancato da potenti sistemi di elaborazione e dall’Intelligenza artificiale e avrà svariate applicazioni. Gli esperti potranno sfruttare la sua incredibile potenza di calcolo per velocizzare le ricerche in diversi settori, quali la fisica, le strutture sub-atomiche, la genomica e le scienze del clima.
"Frontier rappresenta lo stato dell'arte nell'informatica ad alte prestazioni", spiega Jeff Nichols, esperto dell’Oak Ridge.

Computer quantistico, scienziati invertono la direzione del tempo

Grazie a un computer quantistico, un team di scienziati dell’Istituto di Fisica e Tecnologia di Mosca insieme a colleghi statunitensi e svizzeri ha portato a termine un’impresa senza precedenti: ha invertito la direzione del tempo, andando contro le leggi della fisica. Per farlo i ricercatori hanno modificato lo stato del computer, facendolo tornare nel passato per una frazione di secondo. Si tratta, come spiega il team di ricerca, di un primo piccolo passo per riuscire a smentire la seconda legge della termodinamica, secondo la quale è impossibile invertire la cosiddetta freccia temporale.
Il risultato è frutto di un complicato test composto da quattro diverse fasi, iniziato con l’analisi della probabilità di un elettrone, situato in “uno spazio interstellare vuoto”, di tornare indietro nel tempo, anche per una frazione di secondo.

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