Facebook vuole introdurre il fact-checking anche su Instagram

Tecnologia

Le immagini sospette verranno sottoposte ad alcune organizzazioni specializzate nella verifica dei contenuti, che ne valuteranno la veridicità. Se un post si rivelerà falso, la sua diffusione sarà fortemente limitata e non apparirà nei risultati di ricerca 

La lotta alla disinformazione di Facebook sbarca anche su Instagram. Nelle prossime settimane, il fact-checking verrà testato sulla piattaforma di condivisione immagini (acquisita dal gruppo di Mark Zuckerberg nel 2012), affidando il compito di verificare la veridicità di foto e meme sospetti agli specialisti di factcheck.org e dell’agenzia stampa Associeted Press, che già svolgono lo stesso lavoro per il social di Menlo Park. Se un post si rivelerà falso, la sua diffusione su Instagram sarà fortemente limitata.

Limitare la diffusione ma niente censura

Secondo le indiscrezioni riportate dal sito The Verge, tutti i post che verranno contrassegnati come fake non verranno visualizzati nella pagina ‘Esplora’, né tantomeno nei risultati di ricerca degli hashtag. Tuttavia, se un utente segue direttamente l’account che ha condiviso un contenuto segnalato, potrà comunque vederlo in bacheca. L’obiettivo di Instagram sarà semplicemente quello di limitare la circolazione di immagini e meme che riportano fake news e non di censurarli. Un’altra contromisura che verrà adottata dalla piattaforma saranno gli avvisi pop-up, che metteranno in guardia gli utenti sul rischio di incappare in ‘bufale’ quando cercheranno argomenti sensibili e spesso al centro della disinformazione. Tuttavia, alcuni addetti ai lavori hanno messo in dubbio l’efficacia di un approccio simile su Instagram, in quanto, a differenza di Facebook, i post funzionano in maniera differente, riportando meno notizie e meno collegamenti ipertestuali a siti esterni.

Fact-checking dal 2016

Facebook ha stretto le prime partnership con organizzazioni di fact-checking nel dicembre del 2016, nel tentativo di combattere la disinformazione dilagante sulla sua piattaforma. Dal loro avvio, le operazioni sono cresciute fino a includere 52 partner distribuiti in 33 diversi paesi, mentre l’azienda di Menlo Park ha ampliato il suo campo d’azione, focalizzandosi soprattuto sui gruppi in cui le fake news si diffondono in misura maggiore, limitandone notevolmente la visibilità. Recentemente, grazie alla rinnovata collaborazione con l’Associated Press, il social ha intensificato la verifica dei contenuti anche per quanto riguarda i filmati che circolano sulla piattaforma.

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