Apple, UE pronta ad aprire indagine antitrust dopo denuncia di Spotify

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Secondo il Financial Times, il procedimento verrà avviato nelle prossime settimane. L'azienda svedese accusa Cupertino di limitare i servizi di musica in streaming concorrenti presenti sull'App Store, chiedendo inoltre una tassa del 30% sugli acquisti 

L’Unione europea si prepara ad aprire nelle prossime settimane una formale indagine antitrust nei confronti di Apple dopo la denuncia presentata lo scorso marzo da Spotify, secondo la quale Cupertino limiterebbe i servizi di musica in streaming presenti sull’App Store, orientando la scelta dei consumatori verso Apple Music. Lo rivela il Financial Times, dove si legge che l’Autorità europea avrebbe deciso di avviare il procedimento dopo aver ascoltato concorrenti e consumatori.

Le accuse di Spotify

La denuncia di Spotify fa leva principalmente sulla cosiddetta ‘Apple tax’, ossia la richiesta da parte di Cupertino di versare il 30% su ogni acquisto effettuato tramite l’App Store, comprese le sottoscrizioni al servizio Premium. “Pagando questa tassa, saremo costretti ad alzare artificialmente il costo di ogni abbonamento ben al di sopra del prezzo di Apple Music”, ha affermato tramite il blog ufficiale Daniel Ek, Ceo e fondatore del gruppo svedese. Viceversa, spiega Ek, scegliendo di non utilizzare il servizio di pagamento di Apple, l’azienda californiana provvederà ad applicare una serie di restrizioni tecniche che limiteranno l'esperienza su Spotify. "Non vogliamo alcun trattamento speciale. Vogliamo semplicemente lo stesso trattamento riservato a numerosi altri programmi presenti sull'App Store, quali Uber e Deliveroo, che non sono soggetti alla tassa di Apple e quindi non hanno le stesse restrizioni”, ha concluso Ek.

Apple rischia maxi multa

Dal canto suo, non si è fatta attendere la risposta di Apple alle accuse lanciate da Spotify. “Dopo aver utilizzato l’App Store per anni per far crescere immensamente il proprio business, Spotify vuole continuare a godere di tutti i benefici dell’ecosistema del nostro store senza versare alcun contributo per quel mercato”, ha attaccato l’azienda guidata da Tim Cook. “Spotify pretende tutti i vantaggi di un’applicazione gratuita, senza esserlo”, ha aggiunto Apple, concludendo che la compagnia svedese oggi non sarebbe il business che è senza l’App Store.
La parola ora passa all’Autorità garante della concorrenza e del mercato dell’Unione europea, la cui indagine potrebbe protrarsi per anni prima di giungere a una conclusione. Se si scoprisse che Apple ha davvero agito illegalmente, l'UE potrebbe multare la società fino al 10% delle sue entrate globali, in maniera simile a quanto fatto con Google.  

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