Huawei, Uk apre indagine su Consiglio Sicurezza per fuga notizie 5G

Tecnologia

Theresa May ha dato l’ordine di avviare un’indagine interna all’organismo dal quale negli scorsi giorni è uscita l’indiscrezione secondo la quale il Regno Unito avrebbe dato il via libera alla partecipazione dell’azienda cinese nello sviluppo delle reti 5G 

Dopo le indiscrezioni riportate pochi giorni fa dal Telegraph, secondo le quali la Gran Bretagna avrebbe dato il via libera alla partecipazione di Huawei nello sviluppo delle nuove reti 5G, seppur solo come fornitore di apparecchiature non essenziali, è bufera su alcuni ministri dell’esecutivo di Theresa May, accusati di aver rivelato alla stampa questa informazione.

Aperta un’indagine interna

Come annunciato alla Camera dei Comuni da Jeremy Wright, ministro per la Cultura e il Digitale, la premier Theresa May ha dato l’ordine a sir Mark Sedwill di aprire un’indagine interna al Consiglio di Sicurezza Nazionale, organismo da lui presieduto e dal quale l’indiscrezione è trapelata. Stando a quanto riferisce la stampa locale, lo stesso Sedwill avrebbe già lanciato un ultimatum rivolto a tutti i ministri, alti funzionari e vertici dell’intelligence che compongono il Consiglio, chiedendo loro di cooperare e di dare il permesso per un’audizione anche del loro entourage sui contenuti dell’ultima riunione sul dossier Huawei.
Nonostante la polemica, Downing Street dovrebbe formalizzare entro giugno la collaborazione con il colosso cinese, andando così contro alle pressanti raccomandazioni degli Stati Uniti.

Le indiscrezioni del Telegraph

Secondo il Telegraph, il Consiglio di Sicurezza Nazionale britannico avrebbe stabilito che Huawei è indispensabile per la realizzazione delle reti di telecomunicazioni di quinta generazione nel paese. Tuttavia, se l'accordo verrà siglato, l’azienda di Shenzhen non avrà accesso al ‘cuore’ del sistema, ma contribuirà al suo sviluppo solo come fornitore di alcune antenne e altre componenti non cruciali.

Le nuove pressioni Usa

Gli Stati Uniti non si arrendono e vogliono tornare all’attacco in Europa per convincere gli alleati del Vecchio Continente a escludere Huawei dalle gare per la realizzazione delle reti 5G. Troppo rischioso, secondo Washington, consentire all’azienda cinese l’accesso ai dati dei governi occidentali visto il suo presunto legame con Pechino, più volte smentito dal Ceo e fondatore di Huawei, Ren Zhengfei. Per questo motivo, il 2 e 3 maggio gli Usa incontreranno a Praga una trentina di paesi per discutere sui principi di sicurezza per le nuove reti di telecomunicazione, invitando i loro alleati a considerare il contesto giuridico del Paese dei fornitori, l'eventuale supporto statale ricevuto da queste aziende, la trasparenza societaria e l'affidabilità delle apparecchiature.

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