YouTube, rischio pedofilia: Disney e Nestlé ritirano pubblicità

Tecnologia
Immagine di archivio (Getty Images)

Con questa scelta, le aziende sperano di indurre la piattaforma a prendere dei provvedimenti nei confronti degli utenti pedofili 

Nelle ultime ore, alcune grandi compagnie come Nestlé, Walt Disney ed Epic Games hanno ritirato le proprie campagne pubblicitarie da YouTube. Una decisione forte, con la quale sperano di indurre la piattaforma a prendere dei provvedimenti nei confronti dell’improvvisa ondata di commenti scritti da utenti pedofili che sono proliferati sotto a molti video contenenti dei bambini intenti a giocare, a fare ginnastica o a svolgere altre attività innocenti. Il caso è scoppiato grazie a Matt Watson, uno YouTuber che ha denunciato la situazione in un video che ha ottenuto quasi due milioni di visualizzazioni in pochissime ore. Tra i commenti postati sotto ai filmati aventi per protagonisti dei minorenni non sono presenti solo degli apprezzamenti osceni, ma anche numerosi inviti a condividere materiale pedopornografico tramite WhatsApp.

L’accusa di Matt Watson

Nel suo video, Matt Watson ha accusato YouTube di “favorire lo sfruttamento sessuale” dei bambini protagonisti di numerosi video presenti sulla piattaforma e di aiutare i pedofili a entrare in contatto tra loro. Per cercare di calmare le acque, la portavoce del sito Chi Hea Cho ha spiegato che gli account degli utenti che hanno postato commenti disturbanti sono stati bloccati e che sono state effettuate delle regolari denunce alla polizia. In passato, la piattaforma era già stata coinvolta in una bufera simile: nel 2017, i giornalisti del New York Times avevano individuato commenti e allusioni sessuali in un’applicazione di YouTube dedicata ai bambini fino ai 13 anni di età.

Le azioni di YouTube

Alcuni portavoce di YouTube hanno dichiarato che nelle ultime 48 ore la compagnia ha fatto il possibile per risolvere il problema evidenziato nel video di Matt Watson. Oltre a chiudere più di 400 account e a disabilitare i commenti in decine di milioni di video in cui sono presenti dei minorenni, la compagnia ha collaborato col National Center for Missing and Exploited Children per identificare le attività illegali portate avanti sulla piattaforma. 

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