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Ecco come Youtube propone video estremi e fake news e ti tiene incollato allo smartphone

Il Codice YouTube, il video integrale dell'inchiesta

9' di lettura

IL CODICE YOUTUBE - Dal Ponte Morandi ai vaccini, l’algoritmo di Google suggerisce contenuti sempre più radicali. Tra complotti e misteri, ecco i risultati dell’inchiesta di Sky TG24 che per la prima volta ha analizzato i risultati in italiano

Il Ponte Morandi di Genova? Non è crollato per cedimento strutturale, ma è stato fatto saltare in aria con gli esplosivi. I vaccini fanno male ai bambini? Ecco le prove dei genitori che hanno avuto esperienza di reazioni avverse. La cura per il cancro? Non fidatevi delle terapie ufficiali, possono bastare quelle naturali.
Sono questi alcuni dei risultati più popolari su YouTube, quando si fanno ricerche sul Ponte Morandi, i vaccini o i tumori: complotti e misteri, opinioni poco fattuali, in alcuni casi anche informazioni false e pericolose.

I video più consigliati

E’ quanto emerge da un’inchiesta condotta da Sky TG24, che per la prima volta ha analizzato con l’aiuto di un software quali sono i video più consigliati da YouTube in italiano. Il risultato non è dei più rassicuranti: così come hanno già sottolineato alcune inchieste svolte nel Regno Unito, in Germania o negli Stati Uniti, anche in italiano il portale di Google tende a proporre una realtà distorta, in cui viene data molta visibilità a posizioni estreme e radicali. L’obiettivo? Tenere gli utenti quanto più “attaccati” possibile al sito.
Negli ultimi mesi YouTube ha provato a prendere delle contromisure, ma i risultati non sono ancora del tutto soddisfacenti. Soprattutto se si considera che in molti paesi il portale di condivisione video è la seconda piattaforma social più utilizzata in assoluto dopo Facebook. Solo in Italia ogni mese è consultato da oltre 24 milioni di persone alla ricerca video, notizie, informazioni, approfondimenti. 

Le strane “ipotesi” sul Ponte Morandi

Cercando “Ponte Morandi”, “Ponte Morandi ipotesi” o “Ponte Morandi crollo”, i video più raccomandati da YouTube evocano spesso complotti e misteri. In molti casi si tratta di vere e proprie informazioni false, che parlano ad esempio di abbattimenti volontari con gli esplosivi. “Ponte Morandi: crollo o demolizione?” titola uno dei video più suggeriti in assoluto (4,2 volte in più rispetto alla media degli altri video raccolti). E così, a seguire: “Tre misteri sul crollo del Ponte Morandi”, “Ponte Morandi: Un Crollo Pieno Di Dubbi!!!”. Dai misteri ai complotti, il passo è breve, come dimostra il video “Crollo Ponte Morandi // Osservazioni // Macchina Gialla” in cui viene seguita un’auto ripresa dalle telecamere a circuito chiuso per sollevare dubbi sull’ipotesi del crollo.
Tra i video più raccomandati dagli algoritmi di YouTube ci sono anche contenuti che non hanno nulla a che fare con Genova, ma il cui taglio rimane sempre complottistico e sensazionalistico, come ad esempio: “Il primo uomo sulla luna è un falso” o “Come hanno fatto a piazzare esplosivi alle Torri Gemelle?”.

I risultati più consigliati da YouTube con la ricerca "Ponte Morandi ipotesi"

I vaccini pericolosi

La tendenza di YouTube a proporre contenuti estremi, soprattutto su temi divisivi, è stata confermata dalle ricerche svolte con la stringa “i vaccini fanno male”. In questo caso i video più consigliati sono esplicitamente a favore del movimento no-vax, come dimostra l’elenco dei video più raccomandati: “Guerra dei vaccini, confronto tra mamma No-Vax e medico in prima linea” è uno dei più ricorrenti in assoluto. E così anche “Cosa contengono i vaccini? Risponde Stefano Montanari”, “Danni da vaccino: testimonianza di una mamma con bimbo autistico”. Non solo i bambini: al sesto posto troviamo anche “Ragazze danneggiate dal vaccino HPV - Papilloma Virus”.

Per trovare il primo contenuto che esponga un punto di vista diverso, bisogna scendere fino al 18esimo posto, quando YouTube riprende un contenuto del medico Roberto Burioni (“Ecco perché la scienza non è democratica”). Eppure, se si effettua una ricerca con parola chiave “vaccini” e si ordinano i risultati in base ai contenuti più visti in assoluto, al terzo posto compare un video ufficiale del Ministero della salute (che però non compare mai tra i video consigliati da YouTube durante le nostre ricerche).

 

I risultati più consigliati da YouTube con la ricerca "vaccini fanno male"

I video estremi sono tanto più pericolosi quanto più riguardano i temi della medicina, come ad esempio il cancro, per il quale si trovano molti contenuti che propongono terapie “naturali” in sostituzione di quelli della medicina ufficiale. O ancora trattamenti fai-da-te casalinghi per la rimozione di nei. Ma lo stesso discorso vale anche per altri temi d’attualità.

La nostra inchiesta

Tra settembre e ottobre 2018 abbiamo monitorato i video proposti da YouTube su alcuni temi di attualità (Ponte Morandi) e su argomenti molto divisivi (vaccini). L’analisi è stata condotta su dispositivi anonimizzati (computer, tablet, cellulari) e da diverse località, non fermandosi ai primi risultati o alle sezioni “Home” e “News”, ma seguendo il lungo elenco di video suggeriti in automatico da YouTube. Abbiamo quindi navigato YouTube come potrebbe fare chiunque, senza che la nostra cronologia o storia sul web potesse condizionare i video proposti dal sito. (QUI METODOLOGIA COMPLETA).
Per avere dati più attendibili rispetto alla navigazione manuale, abbiamo utilizzato YouTube Explore, un programma messo a punto da Guillaume Chaslot, ex dipendente di YouTube e fondatore del progetto AlgoTransparency (LEGGI INTERVISTA). Oltre a monitorare in maniera automatica i risultati di YouTube su una molteplicità di temi (che vanno dai video per i bambini ai leader globali, dai vaccini al riscaldamento globale), AlgoTransparency mette a disposizione un programma che permette di lanciare ricerche su qualsiasi tema e poi di ottenere un elenco con i video maggiormente consigliati.

Proprio da questi dati siamo partiti per osservare che tipo di contenuti offre YouTube ai suoi 24 milioni di utenti italiani.

Uno dei video più raccomandati da YouTube con la ricerca "Ponte Morandi ipotesi"

Perché è importante analizzare l’algoritmo

Negli ultimi anni YouTube ha fatto registrare importanti tassi di crescita, fino a diventare il secondo sito più consultato in molti paesi del mondo: a garantire questo risultato non è soltanto la disponibilità di contenuti su qualsiasi tema in oltre 80 lingue, ma anche la potente infrastruttura tecnologica messa a punto negli anni, con algoritmi personalizzati, costruiti per trattenere il più a lungo possibile gli utenti sul sito e così vendere più pubblicità. Proprio questi algoritmi oggi rappresentano uno dei maggiori fattori di successo di YouTube: i video raccomandati ormai generano oltre il 70% del tempo di visione. Come dire: circa 3 video su 4 visti su YouTube non partono da una ricerca libera dell’utente, ma sono scelti dall’algoritmo e guardati in successione in maniera automatica.

Il problema, però, è che l’algoritmo non sembra avere alcun criterio di qualità o quantità nel suggerire i nuovi video da guardare: anzi, sembra seguire una logica sempre più estremista e radicalizzante. 

“Il grande radicalizzatore”

I video estremi consigliati da Youtube non rappresentano un problema solo per gli utenti italiani. Un’inchiesta realizzata dal Guardian insieme a Guilaume Chaslot ha rivelato che più dell’80% delle ricerche in inglese relative a Papa Francesco lo descrivono come il “male”, “Satana” o “Anti-Cristo”. Due indagini di Vice News e del Wall Street Journal hanno messo in luce come YouTube proponga sempre teorie cospirazioniste. Il Wall Streeet Journal si è concentrato sui video più raccomandati dopo la sparatoria di Parkland, rilevando anche in questo caso la tendenza a suggerire video secondo cui il massacro era stato tutta una farsa. All’indomani delle manifestazioni della scorsa estate a Chemnitz, nella Germania del Nord, un’inchiesta del New York Times ha sottolineato come YouTube abbia dato ampia visibilità a informazioni false anti-immigrati, di chiara provenienza di estrema destra.

Non solo politica e attualità, anche nel campo dell’intrattenimento YouTube è stato accusato di diffondere notizie false: in occasione della scomparsa dell’attrice indiana Sridevi, nei primi 10 risultati di Google India c’erano solo “fake video”.

Un lungo studio del Data&Society Institute ha portato allo scoperto l’esistenza di un “network alternativo” su YouTube negli Stati Uniti che spinge in maniera evidente su posizioni di estrema destra. La studiosa Zeynep Tufekci ha definito YouTube “il grande radicalizzatore” dei nostri tempi, descrivendo il suo funzionamento con una efficace metafora: “YouTube ha creato un ristorante che serve cibo sempre più pieno di zuccheri e grassi, riempiendo subito i nostri piatti appena finiamo un pasto”.

La replica di Google

In seguito a una nostra segnalazione sui risultati complottistici del Ponte Morandi, abbiamo contattato l’ufficio stampa di Google Italia che ha replicato: “Siamo consapevoli che l’autorevolezza è un fattore essenziale per gli utenti, specialmente nel caso di notizie di attualità dell’ultima ora e di situazioni in continua evoluzione. Per questo, dal 2017 abbiamo introdotto - anche in Italia - modi nuovi per migliorare l'accesso alle informazioni autorevoli quando si effettua una ricerca che rende disponibili contenuti da fonti di notizie verificate dopo un evento importante: abbiamo creato una sezione "Breaking News" nella home page di YouTube e la sezione "Notizie Principali". Inoltre, nel corso dell'ultimo anno abbiamo annunciato nuove funzionalità di prodotto e un investimento di 25 milioni di dollari a favore di editori che producono video online per creare una migliore esperienza nella fruizione di notizie su YouTube”.

A queste iniziative se ne aggiungono altre in via di sperimentazione in altri paesi, come i link a voci di Wikipedia in caso di video controversi oppure la rimozione di canali particolarmente controversi. Nel caso dei video violenti condivisi dall’Isis su YouTube per cooptare giovani occidentali, Google ha messo a punto una strategia di contrasto che è riuscita a ridurre drasticamente la loro presenza secondo gli esperti. Segno che quando Google vuole riesce a porre un freno alla disinformazione. D’altronde si tratta di una società con 88mila dipendenti e un fatturato di oltre 110 miliardi di dollari, che risparmia miliardi attraverso abili strategie fiscali. Eliminare, o comunque non promuovere contenuti spazzatura, è possibile. Basta volerlo.

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