Amazon rinuncia alla sede di New York: opposizioni politiche troppo forti

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La decisione è stata comunicata dalla società tramite una nota. Decisive le forti opposizioni politiche da parte di esponenti politici locali contro gli incentivi promessi dal sindaco e dal governatore per il nuovo quartier generale 

Dopo le indiscrezioni riportate dal Washington Post negli scorsi giorni, ora è ufficiale: Amazon ha deciso di rinunciare alla realizzazione della sua seconda sede a New York. Sono troppo forti, infatti, le opposizioni manifestate da diversi esponenti politici della città contro gli incentivi promessi dal sindaco Bill De Blasio e dal governatore dello stato newyorkese Andrew Cuomo per vincere la gara che avrebbe dovuto portare nella Grande Mela il nuovo quartier generale della società di Seattle. Finanziamenti, sostengono gli oppositori, non necessari per un colosso come Amazon. A seguito della decisione, diffusa tramite una nota, il titolo ha subito un forte calo a Wall Street.

Sospesa la ricerca di una nuova sede

“Dopo numerose riflessioni e considerazioni, abbiamo deciso di non portare avanti i piani di costruzione per un quartier generale a Long Island City nel Queens”, ha dichiarato la portavoce della società, Jodi Seth. ''Anche se i sondaggi indicano che il 70% dei cittadini di New York appoggiano il nostro piano e il nostro investimento, numerosi politici a livello statale e locale hanno detto chiaramente che si sarebbero opposti alla nostra presenza’', continua, riferendo anche che la società si è detta ''dispiaciuta'' di aver dovuto prendere tale decisione. A differenza di quanto trapelato negli ultimi giorni, d’ora in avanti Amazon si concentrerà solamente sulla costruzione dei suoi nuovi uffici in Virginia e Tennessee, abbandonando quindi la ricerca di una nuova città che vada a sostituire New York.

Il momento di Amazon

La decisione da parte del gigante dell’e-commerce è maturata in seguito a una settimana fatta di dubbi e incertezze riguardanti l’effettiva realizzazione del progetto in una città i cui esponenti politici si sono espressamente dichiarati contrari: “La domanda è se vale la pena portare avanti il progetto se i politici di New York non lo vogliono, considerando anche il modo entusiastico con cui i cittadini della Virginia ci hanno accolto”, avevano spiegato alcune persone vicine alla società.
Il momento per Amazon si è fatto poi particolarmente delicato in seguito alle dichiarazioni del numero uno dell’azienda, Jeff Bezos, che ha ha denunciato di essere stato oggetto di "ricatto" e di un "tentativo di estorsione" da parte del National Enquirer, il tabloid scandalistico vicino al presidente Usa Donald Trump.

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