Facebook, negli Usa pressioni per maggior controllo sui gruppi no-vax

Tecnologia
Foto di archivio (Getty Images)

Medici ed esperti stanno chiedendo alla piattaforma di limitare la circolazione di false informazioni sui vaccini, diffuse da un numero sempre crescente di ‘no-vaxxer’ presenti sul social 

Negli Stati Uniti, Facebook è sotto pressione a causa della sempre più corposa presenza di gruppi no-vax sul social. Come riporta un articolo del Guardian, molti esperti in materia di salute e prevenzione stanno infatti chiedendo insistentemente alla società di Mark Zuckerberg un controllo più rigoroso di quei gruppi che diffondono false informazioni riguardanti i vaccini e i loro effetti.

Teorie diffuse da gruppi chiusi

Come spiega il quotidiano, i cosiddetti ‘anti-vaxxer’ operano su Facebook principalmente attraverso gruppi chiusi, ai quali è possibile accedere solo previa accettazione da parte dell’amministratore. In questo modo, possono far circolare i contenuti più congeniali alle loro tesi senza difficoltà e senza possibilità di replica da parte di uno schieramento opposto. Questi gruppi sono molto estesi e al loro interno circolano teorie molto sofisticate: ‘Stop Vaccinazioni’, ad esempio, conta più di 150mila iscritti, mentre i membri di ‘Vitamina C contro i danni dei vaccini’ sostengono che assumendo alte dosi di acido ascorbico è possibile “guarire” dagli effetti dei vaccini, anche se questi sono sicuri e senza particolari conseguenze.

Notizie false pericolose per la salute

Ciò che medici e scienziati chiedono ai vertici di Facebook è quindi un maggior controllo sull’informazione veicolata, come ha dichiarato Wendy Sue Swanson, portavoce dell'Accademia americana di pediatria: "Facebook dovrebbe dare la priorità alla lotta contro la disinformazione e le minacce alla salute umana quando vengono diffuse informazioni false. Questo non è un danno inflitto a un singolo, ma alla comunità intera. I genitori hanno bisogno di sapere la verità e se vengono a conoscenza di qualcosa di falso, i loro livelli di ansia e paura possono aumentare e - conclude - potrebbero cambiare la loro propensione ai vaccini, il che è pericoloso”.
Fiona O'Leary, attivista sui temi dell’autismo, ha invece chiesto esplicitamente alla piattaforma di bloccare i gruppi anti-vaccino, o almeno limitarne la loro capacità di diffondere disinformazione: "Se non li chiuderanno mi piacerebbe vedere un controllore di Facebook che rimuove la disinformazione che causa danni ai bambini".

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