Huawei, la Germania vuole escludere il marchio dal bando per il 5G

Tecnologia
Foto di archivio (Getty Images)

Secondo un quotidiano locale, anche l’esecutivo tedesco sarebbe preoccupato dei rischi di spionaggio per conto del governo cinese, nonostante le recenti dichiarazioni del fondatore del gruppo 

Anche la Germania sarebbe intenzionata a escludere Huawei dal bando per lo sviluppo delle nuove reti di telecomunicazioni 5G a causa dei timori legati al rischio di spionaggio per conto del governo cinese. A riportare la notizia è il quotidiano Handelsblatt, che cita fonti vicine all’esecutivo di Berlino. Non accennano dunque a diminuire le preoccupazioni attorno ai dispositivi del marchio cinese, nonostante le recenti dichiarazioni del fondatore dell’azienda di Shenzhen volte a smentire le accuse di essere al servizio di Pechino.

Governo vuole riformulare requisiti sicurezza

L’asta si terrà in primavera e, come riferisce il quotidiano, il governo tedesco, per non escludere drasticamente determinate aziende, starebbe cercando di riformulare i requisiti relativi alla sicurezza necessari per poter accedere al bando, in modo tale da non renderli accessibili a Huawei. Al vaglio dell’esecutivo ci sarebbe anche l’ipotesi di cambiare la legge nazionale sulle telecomunicazioni.
Dopo Australia, Nuova Zelanda e Giappone, la Germania pare quindi essere intenzionata ad aggiungersi alla lista dei paesi che hanno accolto l’invito di Donald Trump a boicottare i dispositivi del marchio cinese.

Huawei, il fondatore: “Mai fornito informazioni improprie a governo”

A proposito dei sospetti riguardanti i legami tra Huawei e il governo cinese, pochi giorni fa è intervenuto il fondatore della compagnia, Ren Zhengfei, per respingere tutte le accuse, affermando che la sua azienda "non ha mai ricevuto alcuna richiesta da alcun governo di fornire informazioni improprie”.
Le sue parole giungono qualche ora dopo l'arresto, in Polonia, del direttore vendite del gruppo nel paese, Wang Weijing, con l'accusa di spionaggio. Huawei ha in seguito annunciato il licenziamento del manager, le cui azioni hanno gettato "discredito" sull’azienda.
Nel frattempo, Meng Wanzhou, figlia di Ren e direttrice finanziaria della società, è stata rilasciata su cauzione dopo il suo arresto, avvenuto l’1 dicembre scorso in Canada su richiesta degli Stati Uniti. La manager non può lasciare il paese e il suo caso ha contribuito a incrinare fortemente i rapporti tra Pechino e Ottawa.  

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