Facebook, rimossi account usati per manipolare l’opinione pubblica

Tecnologia

Il social media ha eliminato 364 pagine e profili connessi a due operazioni nate in Russia e attive in diversi Paesi 

Sulla propria piattaforma Newsroom, Facebook ha annunciato di aver rimosso numerose pagine, gruppi e account connessi a due operazioni nate in Russia e finalizzate a manipolare l’opinione pubblica tramite l’utilizzo di profili falsi. Si tratta di un comportamento che il social media si impegna a contrastare, soprattutto dopo le ultime vicende in cui è stato coinvolto. Una delle operazioni individuate dall’azienda fondata da Mark Zuckerberg era attiva in vari Paesi, mentre l’altra esclusivamente in Ucraina. Chi le ha orchestrate ha creato dei veri e propri network di account fasulli su Facebook e Instagram pensati per ingannare gli altri utenti e influenzare il loro comportamento.

L’indagine di Facebook

Il numero di account rimossi dal social media ammonta a 364. Amministrando pagine apparentemente innocue, spesso associate al mondo dell’informazione indipendente, ad argomenti d’interesse generale (come l’economia, lo sport, i viaggi, il meteo e altro ancora) o a personaggi politici, i profili falsi pubblicavano contenuti riguardanti le opinioni negative sulla Nato, i movimenti di protesta e la lotta alla corruzione. Dietro ad alcuni di questi account si celavano gli impiegati di Sputnik, un’agenzia di stampa con sede a Mosca. Durante la sua indagine, Facebook ha potuto contare sulla collaborazione delle forze dell’ordine degli Stati Uniti, del Congresso, di altre compagnie operanti nel settore della tecnologia e dei politici delle nazioni coinvolte nelle operazioni.

Una lotta difficile

In un post su Newsroom, Nathaniel Gleicher, il capo della cybersicurezza di Facebook, spiega che non è semplice contrastare questa tipologia di operazioni. “Anche se abbiamo fatto dei passi avanti, resta comunque difficile fermare le persone che si celano dietro a queste azioni, spesso determinate a raggiungere i loro obiettivi e ben finanziate”, chiarisce Gleicher. “Per combatterle dobbiamo migliorare giorno dopo giorno, costruendo tecnologie sempre migliori, assumendo nuovo personale e lavorando sempre più a stretto contatto con le forze dell’ordine, con gli esperti di sicurezza e con le altre compagnie. La loro collaborazione è stata fondamentale per condurre le ultime indagini”. 

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