Facebook, ex moderatrice denuncia per mancata tutela psicologica

Tecnologia
Foto di archivio (Getty Images)
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Una donna che ha svolto per nove mesi il ruolo di revisore dei contenuti ha fatto causa al social, accusandolo di non averla protetta adeguatamente dall’esposizione a immagini disturbanti 

Una ex moderatrice dei contenuti di Facebook ha intentato una causa contro il social network. L’accusa è di non essere stata tutelata adeguatamente dai traumi derivanti dal dover osservare alcune immagini crude e pesantemente disturbanti, riguardanti anche abusi su minori o atti di violenza. L’obiettivo degli avvocati che assistono la donna è quello di ottenere lo status di class action. La denuncia è stata depositata presso un tribunale californiano.

Disturbo da stress post-traumatico

La donna, Selena Scola, ha lavorato presso gli uffici di Facebook a Menlo Park e Mountain View in California per nove mesi a partire da giugno dello scorso anno, in base a un contratto con Pro Unlimited Inc, una società con sede in Florida. Nella denuncia, depositata in tribunale, Scola sostiene di soffrire di disturbi da stress post traumatico. La condizione sarebbe stata causata da “un’esposizione continua e non moderata a foto disturbanti ed estremamente inquietanti sul posto di lavoro. I moderatori di Facebook sono bombardati da migliaia di video, immagini e trasmissioni in diretta con abusi sessuali su minori, stupri, torture, bestialità, decapitazioni, suicidi e omicidi”, si legge nel documento.

7.500 moderatori lavorano per Facebook

Attualmente, oltre 7.500 revisori di contenuti lavorano per Facebook, inclusi dipendenti assunti a tempo pieno. Il team di controllo è stato potenziato tra il 2017 e il 2018 con l’aggiunta di altri 3 mila impiegati ai 4.500 già operativi. Il social network ha dovuto affrontare spesso, in passato, il problema del controllo di contenuti come le notizie false e gli incitamenti all'odio su Facebook. Il social network, fondato da Mark Zuckerberg nel 2004, nel luglio del 2018 ha affermato di offrire ai moderatori un supporto psicologico, con professionisti addestrati in loco per la consulenza individuale e di gruppo. Inoltre, ha affermato di fornire altri benefit legati alla salute e al benessere dei revisori, esposti alla visione dei contenuti violenti e potenzialmente disturbanti. 

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