Taxi volanti, da Uber a Larry Page: a che punto sono i progetti

Il biposto di Volocopter in fase di test a Dubai (Getty Images)
4' di lettura

La società guidata da Dara Khosrowshahi sta puntando sempre di più sui cieli. Il fondatore di Google ha rilevato alcune startup del settore. E si muovono anche i grandi gruppi dell'aerospazio

Specialisti del settore aerospaziale, società che si occupano di mobilità, startup. Con la spinta sempre più consistente di investitori e Stati. I taxi volanti, cioè i servizi di trasporto cittadini che viaggiano nei cieli per saltare il traffico, stanno accelerando. E promettono di diventare operativi entro pochi anni.

Uber: la città in tre dimensioni

Il progetto più discusso è quello di Uber. La società ha stretto un accordo con la Nasa e svelato i prototipi dei suoi taxi volanti. Si tratta di velivoli elettrici, a decollo e atterraggio verticali, in grado quindi di concludere manovre precise in spazi ristretti. I primi voli sperimentali sono previsti per il 2020. Tre anni dopo, il servizio UberAIR punta a diventare operativo. Cioè aperto al pubblico. Il progetto ha bisogno di sedi cittadine dedicate, più simili a stazioni che ad aeroporti. Anche in questo caso, Uber ha già presentato alcuni prototipi. Lo scorso maggio ha svelato i sei progetti finalisti, firmati da Gannett Fleming, BOKA Powell, Humphreys & Partners Architects, Pickard Chilton e Arup, Corgan e The Beck Group. “Nonostante UberAIR possa sembrare ancora un sogno - ha spiegato John Badalamenti, il capo designer di Uber per i programmi di aviazione - è più reale di quanto si pensi e l'infrastruttura urbana deve iniziare a muoversi in questa direzione. A sottolineare l'ambizione del programma c'è un dato: tra i parametri richiesti ai progetti delle stazioni c'era quello di garantire il trasporto di quattromila passeggeri l'ora. Anche il ceo di Uber Dara Khosrowshahi ha sottolineato, in diverse uscite pubbliche, l'importanza di UberAIR. Durante la conferenza VivaTech ha previsto che il trasporto urbano sarà presto “tridimensionale”. Cioè non solo su strada, in ampiezza e profondità, ma anche nei cieli, in altezza.

Da Airbus a Rolls Royce

Aston Martin e Rolls Royce sono marchi noti soprattutto per le auto ma sono anche produttori di motori per l'aviazione. E anche loro hanno messo gli occhi sui taxi volanti. Aston Martin ha svelato un suo prototipo durante il Farnborough International Airshow: linea innovativa e tre posti a bordo. Più tradizionale (se di tradizione si può parlare in un settore così giovane) è il design di Rolls Royce: motori ibridi, 800 km di autonomia e velocità di punta da 400 km/h. E punta a decollare già nel 2020. Per restare ai gruppi dell'aviazione, Airbus sta lavorando al progetto "CityAirbus": svelato alla fine 2017, prosegue la messa a punto di velivoli cittadini. Boeing ha scelto la via delle acquisizioni, comprando la società specializzata Aurora Flight Sciences. E anche Daimler ha scelto lo sviluppo per vie esterne: detiene una quota di Volocopter, la società che ha sviluppato il primo taxi volante testato a Dubai.

Piccole startup e grandi nomi

Dubai vuole imporsi come laboratorio del settore. E mira a diventare il primo luogo al mondo con un servizio taxi aereo operativo. I test sono già iniziati, con i velivoli della tedesca Volocopter: alti 2,15 metri, con 18 eliche montate su una struttura circolare ampia 9,15 metri. Decollo e atterraggio sono verticali e l'autonomia è di 27 chilometri. Nella prima fase ci sarà un pilota, ma l'obiettivo è trasformare i taxi in mezzi a guida autonoma. Volocopter non è sola. Tra le società più giovani c'è anche VerdeGo Aero, fondata da Erik Lindbergh, nipote di Charles. In mezzo a startup e società mature c'è poi il caso di Kitty Hawk. È una compagnia ancora piccola, ma ha alle spalle un nome e un portafogli che pesano: sono quelli di Larry Page, fondatore di Google e tra i dieci uomini più ricchi del pianeta. Kitty Hawk ha già svelato il suo velivolo, Cora. E non è la sola mossa di Page, che ha anche messo le mani su un'altra startup, la canadese Opener.

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