Whatsapp vietato ai minori di 16 anni in Ue, cosa cambia su privacy

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Dopo Facebook, anche la chat di proprietà di Mark Zuckerberg alza l'età di utilizzo per adattarsi al Gdpr, il nuovo regolamento europeo sulla privacy che diventerà applicabile il 25 maggio

Whatsapp alza l'età minima per l'utilizzo. Ma solo in Europa, dove non potranno più usare il servizio di messaggistica i minori di 16 anni. Una scelta, che segue quella di qualche giorno fa di Facebook, dettata dal nuovo Regolamento europeo sulla privacy (Gdpr) che sarà effettivo nel giro di un mese.

Whatsapp, cosa cambia

Nel resto del mondo l'età minima per poter usare Whatsapp resta 13 anni. Nell'Unione europea d'ora in poi occorreranno invece tre anni in più. L'app lo annuncia con un post sul suo blog relativo all'aggiornamento dei termini di servizio. Un provvedimento deciso per adattarsi alle nuove regole europee che diverranno effettive tra un mese, il 25 maggio. Nei prossimi giorni, Whatsapp chiederà ai propri utenti di confermare di essere almeno sedicenni. Al momento, però, non è ancora chiaro come sarà verificata l'età di ciascun utilizzatore dell'app, dato che non è prevista la comunicazione di alcun documento.

Le nuove regole di Facebook sull'età

Un problema simile a quello relativo all'innalzamento dell'età (da 13 a 15 anni) deciso nei giorni scorsi dall'app "madre" Facebook con cui - ricorda Whatsapp - non vengono condivise informazioni personali a scopi pubblicitari. Il social network, dopo l'audizione di Mark Zuckerberg al Congresso Usa per lo scandalo Cambridge Analytica, ha introdotto regole più restrittive.

Privacy, cosa prevede il nuovo regolamento Ue

Oltre a Facebook e Whatsapp, c'è da attendersi che anche altre app introducano modifiche per allinearsi al Gdpr che sarà applicato dal 25 maggio 2018. In particolare riguardo alla tutela dei minori di 15 anni, prevista dall'articolo 8 del nuovo regolamento sulla privacy Ue, il 2016/679. Il Gdpr porterà modifiche alle norme in materia in tutti gli Stati membri dell'Unione, compresa l'Italia. In sostanza, i soggetti che conservano i dati personali dei cittadini Ue - comprese dunque app e social, oltre alle società come quelle di telefonia o le banche, e alla pubblica amministrazione - saranno chiamati a migliorare il modo in cui conservano e trattano i nostri dati. Così come sta facendo Whatsapp, che sempre nel suo blog scrive: "L'obiettivo di questo aggiornamento non è quello di chiedere nuovi permessi per raccogliere informazioni personali ma, semplicemente, di spiegare come usiamo e proteggiamo il numero limitato di informazioni che abbiamo su di te". L'app permetterà di scaricare una copia dei propri dati che conterrà la lista dei contatti, i gruppi di cui si fa parte e i numeri bloccati.

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