Yuri Gagarin, 57 anni fa il primo uomo nello spazio

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La sua missione cominciò il 12 aprile 1961, alle ore 9:07 di Mosca, all'interno della navicella Vostok 1. Eroe nazionale in Unione Sovietica, volò attorno alla Terra per 108 minuti

Il 12 aprile 1961, in piena Guerra Fredda, un uomo compie un'impresa epocale per la corsa allo Spazio che allora vedeva contrapposti Usa e Urss. Quell'uomo, il primo a volare attorno alla Terra, è Yuri Gagarin. Grazie alla sua missione,  l'Unione Sovietica segna il temporaneo sorpasso sugli Stati Uniti nella corsa verso la frontiera spaziale. La data dell'impresa russa è stata scelta dalle Nazioni Unite per festeggiare la Giornata internazionale del volo umano nello spazio.

Gagarin, la biografia

Il colonnello Jurij Alekseevic Gagarin (italianizzato Yuri Gagarin) nasce il 9 marzo 1934 in una fattoria nell'Oblast di Smolensk, regione a ovest di Mosca, dove frequenta la scuola locale con indirizzo tecnico. Nel 1955 entra nell'aviazione sovietica diplomandosi all'Accademia aeronautica per poi essere selezionato per l'addestramento nel primo gruppo di cosmonauti dell'Urss: il programma Vostok. Come ricorda l'Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) Gagarin, eroe nazionale dopo il volo nell'orbita terrestre, viene spesso ricordato come il "Cristoforo Colombo dello spazio". 

Il primo volo nello spazio

Il 12 aprile 1961, a soli 27 anni, Gagarin sale a bordo della capsula spaziale Vostok 1 diventando il primo essere umano a viaggiare attorno alla Terra (un vantaggio di quasi un anno sul primo statunitense, John Glenn, che andrà in orbita il 20 febbraio 1962 per 108 minuti) a una velocità di 27.400 chilometri orari e a una distanza massima di circa 327 km dalla superficie terrestre. Al rientro della capsula nell'atmosfera, Gagarin viene espulso e atterra con un paracadute di fronte a migliaia di persone in attesa. Quel volo rimarrà la sua unica volta nello spazio. Grazie alla sua impresa, l'Unione Sovietica segna un importante successo nel suo programma spaziale avviato meno di quattro anni prima con il lancio dello Sputnik, il primo satellite artificiale lanciato anch'esso dal cosmodromo di Baikonur, come la piccola navicella di Gagarin. Due anni dopo, il 14 giugno 1963, l'Urss manderà anche la prima donna nello spazio, Valentina Tereshkova.  

La celebrità e la morte

In patria Gagarin viene decorato con le massime onorificenze sovietiche, diventando un eroe nazionale. Negli anni successivi collabora alla preparazione di altre missioni spaziali, tra cui quella che porterà in orbita proprio la Tereshkova, e allo sviluppo della nuova navicella spaziale Soyuz. Muore pochi anni dopo, il 27 marzo 1968, in un incidente aereo con un MIG-15 avvenuto in circostanze poco chiare. Circostanze che nel corso degli anni hanno alimentato diverse teorie. La più attendibile resta la versione fornita nel 2013 da un pilota amico di Yuri, Aleksey Leonov, che sostiene come l'incidente di Gagarin (in cui morì anche il copilota) sia stato causato dal tentativo di Gagarin di evitare la collisione con un caccia che non avrebbe dovuto trovarsi su quella rotta.  

La giornata in sua memoria

Proprio il 12 aprile è il giorno scelto dall'ufficio per gli affari spaziali delle Nazioni Unite (Unoosa) per celebrare la Giornata internazionale del volo umano. Numerosi gli appuntamenti in tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Sudan e al Nepal fino all'Antartide, dove si sono mobilitate le basi di ricerca scientifica americane Palmer Station e South Pole. Decine gli appuntamenti anche in Europa. In Italia i Planetari di Lecco e Cagliari sono già pronti con eventi dedicati agli astronauti per non dimenticare, anche dalla Terra, le parole del cosmonauta russo: "Vedo la Terra circondata da foschia. Mi sento bene. Com'è bello".

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