App Grindr sotto accusa: avrebbe condiviso dati Hiv iscritti con terzi

Tecnologia
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Secondo quanto rivelato da Buzzfeed, la piattaforma dedicata ad incontri omosessuali potrebbe aver concesso dati personali a due società che si occupano di ottimizzazione dei software. La replica: "Pratica industriale, mai rese pubbliche le informazioni"

Dopo lo scandalo che ha coinvolto Facebook e Cambridge Analytica, un’altra piattaforma finisce sotto accusa per aver condiviso alcuni dati personali dei propri utenti con società esterne. Si tratta di Grindr, l’applicazione per incontri omosessuali fondata nel 2009. Secondo quanto riportato da Buzzfeed, la Sintef (associazione di ricerca nonprofit norvegese) avrebbe scoperto che la piattaforma condivide informazioni riservate, tra cui la sieropositività o la data dell’ultimo test Hiv, con Apptimize e Localytics, due aziende che si occupano di ottimizzazione dei software. Da Grindr però replicano: "Pratica industriale, mai rese pubbliche le informazioni".

"Esiste il rischio dell’identificazione di un utente"

Grindr è un'applicazione in cui, dopo averla scaricata, gli utenti possono inserire - oltre al proprio nickname, la posizione geografica, le preferenze sessuali e le caratteristiche fisiche - anche il loro status Hiv. Con questo, la piattaforma dà la possibilità di aggiornare l’informazione mettendo la data dell’ultimo test. Proprio questi dati sarebbero alla base dell'accusa mossa dalla Sintef nei confronti di Grindr. La piattaforma avrebbe infatti permesso ad Apptimize e Localytics (due aziende statunitensi che si occupano di ottimizzazione dei software e totalmente esterne al social) di entrare in possesso di queste informazioni riservate. Inoltre, secondo gli studiosi norvegesi,  c’è il rischio che i dati sensibili sulla salute combinati con altri dati degli utenti - come la posizione e l’indirizzo mail - possano portare all’identificazione delle persone. Antoine Pultier, un ricercatore di Sintef, ha sottolineato che "lo status Hiv è collegato a tutte le altre informazioni" che spesso vengono condivise attraverso un testo semplice, non criptato, e che sono dunque facilmente violabili. Cooper Quintin, esperto di sicurezza informatica, in un'intervista a Buzzfeed, ha aggiunto che il problema potrebbe essere ancora più rilevante in quanto si tratta di soggetti a rischio se vivono in Paesi in cui è diffusa l’omofobia o in cui l’omosessualità viene punita.

Grindr: Smetteremo di condividere informazioni

Grindr è una delle applicazioni per incontri omosessuali più scaricate: oggi vanta più di 3.5 milioni di utenti attivi in tutto il mondo. Dopo la diffusione della notizia della condivisione dei dati sanitari a terze parti, Grindr, per voce di uno dei responsabili, Scott Chen, ha fatto sapere che la condivisione di quei dati era dovuta al tentativo di testare e migliorare la propria piattaforma, ma che la pratica ora finirà.

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