Da Facebook nuove istruzioni per proteggere la propria privacy

Tecnologia
Facebook rivela i suoi principi sulla privacy per la prima volta (Getty Images)

Con dei tutorial video la società di Menlo Park aiuterà gli utenti a gestire la visibilità dei propri contenuti. La compagnia ha ammesso: "Non tutti vogliono condividere tutto con tutti"

Per la prima volta Facebook rivela agli utenti i suoi principi sulla privacy. Inoltre, insieme ai concetti chiave che guidano le possibilità di condivisione dei contenuti sulla piattaforma, presto arriveranno dei tutorial video pensati per aiutare le persone a controllare chi ha accesso alle proprie informazioni. Questa operazione mira a preparare la piattaforma alla nuova, dura, legge sulla protezione dei dati voluta dall'Europa.

I principi e i tutorial

Finora Facebook non aveva mai condiviso i principi ispiratori delle politiche di gestione della privacy e delle informazioni dei suoi 2 miliardi di utenti. Come riporta Reuters, queste linee guida non vanno confuse con i termini e le condizioni di utilizzo che le persone sono chiamate a sottoscrivere al momento della creazione di un profilo sul social network. Le condizioni di utilizzo forniscono infatti alla società di Facebook il consenso per la gestione dei propri dati. Con le nuove linee guida, invece, Menlo Park renderebbe noto come questi dati sono utilizzati.

In arrivo video-tutorial

Inoltre, riporta ancora l'agenzia Reuters, l'azienda di Menlo Park diffonderà inoltre alcuni video-tutorial in cui mostrerà agli utenti come gestire i dati che Facebook usa per calibrare le pubblicità da visualizzare, come cancellare vecchi post e cosa succede ai dati quando si cancella un account. "Sappiamo che le persone usano Facebook per restare in contatto, ma non tutti vogliono condividere tutto con tutti - compresi noi. È importante che si possa scegliere quando è necessario come possano essere usati i propri dati", ha sottolineato Erin Egan, capo del settore privacy a Facebook, nel suo blogpost.

Facebook si prepara per la General Data Protection Regulation

L'annuncio di Facebook è il simbolo dell'impegno dell'azienda nel prepararsi all'entrata in vigore della General Data Protection Regulation voluta dall'Unione Europea. La legge, che sarà attiva a partire dal 25 maggio, è il primo vero sforzo legislativo di revisione delle regole sulla privacy dei dati personali dalla nascita di Internet. La principale innovazione introdotta da questo regolamento è che, in caso di violazioni dei dati degli utenti, le compagnie dovranno notificarlo entro 72 ore, in modo da permettere alle persone di esportare i propri dati e cancellarli. In passato, Facebook ha avuto problemi con le regole europee circa l'uso dei dati degli utenti e il tracciamento delle loro attività online. Egan spiega che l'azienda ha incontrato legislatori ed esperti in materia di privacy operativi in tutto il mondo per implementare le proprie policy sul tema. La scorsa settimana Sherly Sandberg, COO dell'azienda, ha annunciatola creazione di un nuovo centro per la privacy, già disponibile, che raggruppa tutte le impostazioni della privacy in un solo posto. 

Facebook e la privacy

Piattaforme come Facebook monetizzano le condivisioni degli utenti, i loro interessi e spostamenti. I ricavi pubblicitari realizzati nel 2017 con condivisioni, registrazioni e attività si aggirano - tra Google e Facebook - intorno ai 100 miliardi di dollari (stima Emarketer). A volte non si è consapevoli del modo in cui si alimenta questo business. Bisogna ricordare ad esempio che Facebook è in grado di tracciare i dati di tutti, anche di chi non ha un profilo social, grazie ai tasti di condivisione presenti sui siti internet. Inoltre, se si inserisce il proprio numero di telefono nel profilo Facebook senza controllare le opzioni della privacy, è possibile, tramite la ricerca interna al social network, risalire all'utente corrispondente a un determinato numero. Dietro il fenomeno delle "persone che potresti conoscere" ci sono principi che l'azienda non ha mai svelato, ma ad essere fondamentale in questo caso è la geolocalizzazione. Infine, la protezione dei dati. Benché la gran parte di quelli raccolti da Facebook sia protetta con dispositivi di altissima sicurezza, un piccolo segmento sfugge a questa copertura. Ad esempio, se si condividono file e documenti tramite Facebook Messenger, non si gode di alcuna protezione.

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