Accordo Facebook-Universal Music: Zuckerberg lancia la sfida a Youtube

Tecnologia
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Dopo l'acquisizione di Shazam da parte di Apple, anche l'azienda di Menlo Park estende il suo interesse nel mondo musicale e sigla un'intesa con la major. Lo scopo: permettere ai propri utenti di caricare video con canzoni di proprietà della UMG

Facebook sigla un accordo con la Universal Music e diventa per la prima volta un serio rivale per YouTube. Dopo la storica acquisizione di Shazam da parte di Apple, l'azienda di Mark Zuckerberg vuole offrire ai propri utenti la possibilità di caricare e condividere video contenenti brani musicali coperti da copyright di proprietà della UMG.

I dettagli dell'accordo

L'accordo di licenza globale con l'etichetta Universal Music Group avrà durata pluriennale. L'intesa con la controllata della società francese Vivendi estenderà il diritto di caricare legalmente filmati contenenti brani della Universal anche su Instragram e le altre piattaforme controllate da Facebook. Gli utenti potranno così personalizzare nei propri video brani di Jay-Z, Rihanna, Bruce Springsteen e Justin Bieber, tutti parte del catalogo UMG.

Verso una nuova piattaforma di streaming

Con questa mossa Facebook diventa per la prima volta un serio competitor di YouTube, la piattaforma di streaming video controllata da Google, che proprio pochi giorni fa ha stretto un'intesa con Sony Music Entertainment e la stessa Universal. Il social network ha confermato la sua volontà di spingere sui contenuti video, con l'obiettivo di invogliare gli utenti a guardare e condividere sempre più contenuti video online, attirando di conseguenza maggiori investimenti pubblicitari sulla piattaforma. È di qualche giorno fa la notizia secondo la quale a partire dal 2018 saranno introdotti spot da circa sei secondi a inizio clip. Secondo il Wall Street Journal, la novità riguarderà i contenuti audiovisivi presenti sulla piattaforma dedicata Watch. Inoltre, alla fine del 2017 ha anche lanciato un'app per videomaker. Il prossimo passo per il colosso di Menlo Park potrebbe essere quello di investire nei servizi di streaming musicale, dove al momento domina Spotify, insidiato da Apple Music, reduce dall'acquisizione di Shazam e del suo database.

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