"Ibm Simon", compie 25 anni il papà di tutti gli smartphone

Tecnologia
GettyImages-Simon_ibm

Il 23 novembre del 1992, tre lustri prima dell'iPhone, arrivava il dispositivo che fondeva telefono e palmare. Per la tecnologia dell'epoca è stato un passo in avanti colossale, persino eccessivo considerando lo scarso successo commerciale 

Venticinque anni fa, quindici prima dell'iPhone, Ibm svelava Simon, il primo smartphone della storia. Era il 23 novembre 1992 e si presentava al mondo come un prodotto rivoluzionario: ad osservarlo oggi ci si potrebbe chiedere quanto fosse "smart", ma è stato sicuramente un apripista, nonostante lo scarso successo commerciale.

Le caratteristiche di Simon

Simon è stato il primo dispositivo a sposare le funzionalità di un telefono con quelle di un palmare. Le chiamate erano infatti solo una delle possibilità offerte. Non c'era la tastiera fisica: tutto passava da un display "touch", utilizzabile con un pennino. Non c'erano colori e app: la grafica e la gestione somigliavano molto al primo Windows, con icone e cartelle, così come le funzionalità ricordavano da vicino quelle di un pc. Oltre alle chiamate telefoniche, Simon incorporava sveglia, agenda, orologio, calendario, pro-memoria. Permetteva inoltre di inviare mail e fax, ma anche di conservare file. Il pennino offriva invece la possibilità di fare semplici schizzi, anche se il concetto di "livello di pressione" era davvero approssimativo e ne limitava la funzionalità. Il tastierino digitale consentiva anche di scrivere brevi testi, con un esordio di "predittività": Simon suggeriva le sei lettere che avevano più probabilità di completare la parola che l'utente stava scrivendo. C'era anche un gioco, il primo installato su un telefono: gli under 30 difficilmente potranno ricordarlo, si chiamava "il gioco del 15" e l'obiettivo era spostare i tasselli numerati per metterli in ordine progressivo.

Uno smartphone arrivato troppo presto

Tutte le funzioni di Simon sono oggi date per scontate su qualsiasi smartphone, anche il più economico, tuttavia nel 1992, rappresentano davvero un salto notevole, come testimonia il libretto d'istruzioni da 70 pagine che lo accompagnava nella scatola. Alcuni osservatori sottolineano che Simon sia arrivato persino troppo presto, con gli utenti non ancora preparati a servirsi di un dispositivo così complesso. Il primo smartphone, infatti, non ha avuto grande diffusione: sul mercato dal 1994 per meno di due anni, avrebbe venduto soltanto 50mila unità. Colpa anche di un prezzo che allora sembrava spropositato per un dispositivo che stava (più o meno) in una mano: 899 dollari del 1994, circa 1200 euro di oggi. Anche le specifiche sono lontane anni luce dalla tecnologia odierna. La memoria è di 1 Mb, il display ha una risoluzione di 160 x 293 pixel. E nemmeno le dimensioni sono comodissime: Simon è molto lungo (20 centimetri), piuttosto stretto (6,4 centimetri) e soprattutto ha uno spessore notevole, 3,8 centimetri, come cinque iPhone X messi uno sull'altro.

Gli altri telefoni smart

Simon è stato quindi un precursore senza fortuna. Dopo di lui, a partire soprattutto dal mercato giapponese, ci sono stati diversi esperimenti che possono essere considerati dei precursori degli smartphone. L'intenzione era sempre la stessa: fondere telefono e palmare. Nel 1996 ci prova Hewlett-Packard con l'OmniGo 700LX. Un telefono apparentemente ordinario, che però si apre in due metà dando spazio a un display (con una definizione da 640×200 pixel) e a un tastierino fisico (simile a quello che sarà poi adottato dal BlackBerry). La stessa idea (telefono fuori e smartphone dentro) è adottata dalla gamma Communicator, una serie di dispositivi prodotti da Nokia a partire dal 1996. Nonostante i tentativi nipponici, Simon resta a lungo l'esperimento più coraggioso perché privo di tastierino. Non ci rinuncia neanche l'Ericsson R380, nel 2000, nonostante sia il primo dispositivo a definirsi ufficialmente uno smartphone. BlackBerry renderà l'uso dei tasti fisici più immediato, ma la consacrazione del display touch sarebbe arrivata di lì a poco, grazie al primo iPhone, lanciato nel 2007.

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