La foto di un robot che ha vinto un concorso per ritratti umani

Tecnologia
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Si chiama Erica, è un androide sviluppato in Giappone. E' lei la protagonista di uno scatto dell'artista Maija Tammi, tra i premiati del Taylor Wessing Photographic Portrait Prize

Il Taylor Wessing Photographic Portrait Prize è un prestigioso premio fotografico. Come dice il suo nome, ha una sola regola: deve ritrarre persone. Tra i candidati, però, quest'anno ce n'è stato uno capace di piegare le norme: l'artista finlandese Maija Tammi ha presentato il ritratto di un androide. E ha vinto: ha ricevuto il terzo premio nella sezione dedicata agli under 35.

Erica, un ritratto robotico

La fotografia ritrae Erica, un robot creato da Hiroshi Ishiguro in Giappone, nel laboratorio dell'università di Osaka. Lo scatto fa parte di una serie intitolata “One of Them Is Human #1” (“Uno di loro è un un uomo”). L'intento della fotografa è quindi quello di indicare l'affievolirsi della distinzione tra naturale e artificiale. Una provocazione che è stata accolta con favore dalla giuria del premio. La decisione ha fatto e sta facendo discutere. Perché le regole del concorso parlano di foto che pongano l'accento “sull'identitità delle persone in quanto individui” e di scatti che immortalino “scorci di vita”.

La provocazione

Nella sua candidatura, l'artista finlandese lo aveva dichiarato: Erica è un robot. Ma, come sottolineato dai giudici, al momento dell'esame era noto solo il titolo della fotografia. “Non era chiaro se la ragazza fosse un'umana o un'androide – si legge nelle motivazioni del premio – e quest'ambiguità ha reso il ritratto particolarmente efficace”. L'opera viene definita come “una provocazione sull'evoluzione umana”, imponendo domande sulla definizione di “vivo” nell'epoca dell'intelligenza artificiale. I giudici hanno anche spiegato che le regole possono cambiare di anno in anno e che, in casi particolari (come questo), subentra la discrezionalità della commissione.

Le critiche: “Una foto senza anima”

Maija Tammi ha ricevuto un premio in denaro e la foto di Erica sarà esposta, assieme a quella degli altri vinciotri, nella National Portrait Gallery di Londra. Non tutti, però, sono d'accordo. Il critico Sean O'Hagan ha scritto sul Guardian che l'opera è “senza dubbio interessante”. Ma "è generica, manca di presenza - ha aggiunto - Ha qualcosa di troppo sintetico e privo di anima per convincermi che sia un grande ritratto”.

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