Diventare pilota di Formula 1: quanto costa e come ci è riuscito Kimi Antonelli

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Introduzione

La rimonta di Kimi Antonelli da fondo griglia fino al successo nel Gran Premio d'Italia a Monza ha riacceso l'entusiasmo italiano per la Formula 1 e riportato in cima al Mondiale un pilota di casa. Ma dietro un debutto vincente c'è un percorso lungo oltre un decennio, fatto di categorie da superare una dopo l'altra, licenze da conquistare e budget che crescono a ogni gradino. Ecco come si arriva davvero nel Circus, tappa per tappa, prendendo la carriera del bolognese come filo conduttore.

 

Quello che devi sapere

Kimi Antonelli, il caso che riporta l'Italia in vetta

A vent'anni, Andrea Kimi Antonelli è diventato il volto della nuova Formula 1 italiana. Nella stagione 2026, la sua seconda nel Circus, il bolognese della Mercedes guida la classifica piloti dopo una serie di vittorie che a Monza ha toccato l'apice con un successo in rimonta partendo dal fondo dello schieramento. Il suo exploit ha risvegliato l'interesse per una domanda che molti giovani appassionati si pongono: come si arriva fin lassù? La risposta è un percorso di oltre dieci anni, che parte molto prima delle monoposto.

 

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Tutto comincia dal kart

Per quasi tutti i piloti professionisti la prima scuola è il karting. Si sale in pista da bambini, spesso intorno ai sette-otto anni, e si comincia a gareggiare a livello agonistico verso i nove. È qui che si imparano le basi: la velocità pura, la lettura della gara, la gestione dei duelli ruota a ruota e la sensibilità per l'aderenza. Le categorie si susseguono per fasce d'età e cilindrata, dalle Mini alle classi OK, fino alla KZ con il cambio, considerata l'anticamera del salto alle monoposto.

 

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Antonelli e i primi successi tra i cordoli

Antonelli è salito su un kart a sette anni, correndo per la squadra del padre Marco, ex pilota di vetture sport. I primi titoli arrivano presto: nel 2015 conquista il Trofeo Easykart nella categoria 60. Negli anni seguenti domina le competizioni giovanili, imponendosi a livello internazionale con i successi nelle serie WSK e sfiorando il titolo europeo. Tra il 2020 e il 2021 si laurea due volte campione europeo FIA Karting nella classe OK, uno dei traguardi più prestigiosi del settore.

 

Il ruolo delle academy e dei vivai dei team

Con il crescere dei costi e della competitività, il talento da solo non basta: serve entrare nel radar delle strutture giovanili dei grandi costruttori. Ferrari, Red Bull e Mercedes gestiscono programmi che individuano i prospetti più promettenti, li seguono lungo la scalata e ne finanziano in parte o del tutto le stagioni. Un posto in una di queste academy è spesso lo spartiacque tra chi può proseguire e chi si ferma per mancanza di budget. È la porta d'accesso al professionismo vero e proprio.

 

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Antonelli entra nel programma Mercedes a 12 anni

Il palmarès nel karting non passa inosservato. Nell'aprile del 2019, ad appena 12 anni, Antonelli entra nel Mercedes Junior Programme. Da quel momento la casa di Stoccarda ne segue e ne sostiene la crescita, inserendolo in una struttura organizzata e orientata allo sviluppo metodico. È un passaggio decisivo: significa avere alle spalle un progetto solido e le risorse per affrontare le categorie successive, dove la spesa per una singola stagione diventa insostenibile per la maggior parte delle famiglie.

 

Il salto alle monoposto: la Formula 4

Intorno ai 15-16 anni arriva il primo contatto con le vetture a ruote scoperte, di norma in Formula 4. È la categoria d'ingresso al mondo delle monoposto: vetture meno potenti delle F1 ma sufficienti a insegnare la guida di una macchina da corsa vera, con l'aerodinamica, i freni e le dinamiche di gara che nel kart non esistono. Esistono più campionati nazionali (italiano, tedesco ADAC, spagnolo) spesso corsi in parallelo per accumulare esperienza e chilometri.

 

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Il dominio di Antonelli in Formula 4

Antonelli debutta in Formula 4 nel 2021 con il team Prema, appena quindicenne, ottenendo subito tre podi e un primo piazzamento a Monza. Ma è il 2022 la stagione della consacrazione: conquista in contemporanea il titolo italiano e quello tedesco ADAC, costruendo un ruolino di rara superiorità. Secondo il riepilogo ufficiale Mercedes, quell'anno mette insieme 22 vittorie, 21 pole position e 27 podi, diventando anche il primo italiano a imporsi nell'ADAC F4.

 

La scalata delle formule propedeutiche: Regional, F3 e F2

Dopo la Formula 4 il percorso prosegue con le categorie che accompagnano i weekend dei Gran Premi: la Formula Regional, poi la Formula 3 e infine la Formula 2, ultimo gradino prima del Circus. A ogni salto le vetture diventano più potenti e sofisticate, la concorrenza più agguerrita e la visibilità maggiore. Antonelli ha bruciato le tappe, arrivando alla Formula 2 a soli 17 anni prima del debutto anticipato in Formula 1, segno di una crescita fuori dagli schemi abituali.

 

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Le licenze, la Superlicenza FIA e i requisiti d'accesso

Per correre in Formula 1 non basta essere veloci: serve la Superlicenza FIA. Si ottiene accumulando un numero minimo di punti nei campionati propedeutici (la Formula 2 ne assegna molti ai primi classificati) e rispettando requisiti di età, di norma 18 anni, di esperienza al volante e di condotta. Il sistema a punti è pensato proprio per garantire che chi arriva in F1 abbia già dimostrato di saper competere ad alto livello nelle categorie inferiori.

 

Quanto costa arrivare in F1: i numeri tappa per tappa

I costi crescono in modo esponenziale a ogni categoria. Nel karting agonistico si va, a seconda delle stime, dai 50.000 ai 200.000 euro l'anno, con il totale del percorso che può avvicinarsi al mezzo milione. La Formula 4 richiede budget indicativi tra 250.000 e 500.000 euro a stagione; la Formula 3 sale spesso tra 700.000 e oltre un milione; la Formula 2 oscilla tra 1,5 e 2,5 milioni annui. Diverse stime valutano l'intero cammino dal primo kart alla soglia della F1 tra gli 8 e i 10 milioni di euro. Il caso Antonelli mostra la via alternativa: entrato nel programma Mercedes a 12 anni, ha visto la casa tedesca farsi carico del percorso, l'unico modo per la maggior parte dei talenti di sostenere spese altrimenti proibitive.

 

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Il debutto in Formula 1

Superate le categorie propedeutiche e ottenuta la Superlicenza, resta l'ostacolo più duro: trovare un sedile, che in F1 sono soltanto venti. Per un pilota d'academy il passaggio avviene quando il team che lo ha cresciuto decide che è pronto. Antonelli ha esordito nel 2025 al Gran Premio d'Australia, promosso dalla Mercedes al posto di Lewis Hamilton passato alla Ferrari, con George Russell come compagno di squadra. Un debutto anticipato rispetto alla media, frutto della fiducia riposta dalla scuderia nel suo percorso.

 

La stagione da rookie di Antonelli

Il primo anno nel Circus è servito a fare esperienza tra alti e bassi. Antonelli ha chiuso il Mondiale 2025 al settimo posto in classifica piloti, con 150 punti e tre podi in gara, ai quali si è aggiunto un piazzamento nella Sprint in Brasile. Una stagione d'apprendistato con un avvio incoraggiante e un tratto più complicato nella parte europea del campionato, come è normale per un debuttante alle prese con circuiti, vetture e pressione di un livello mai affrontato prima.

 

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Preparazione fisica, mentale e vita fuori dalla pista

Guidare una monoposto richiede una condizione atletica specifica: forza nel collo per reggere le accelerazioni laterali, resistenza cardiovascolare e capacità di concentrazione per oltre un'ora e mezza di gara. A questo si affianca il lavoro mentale sulla gestione della pressione. Antonelli ha coltivato anche la propria formazione, proseguendo gli studi in Relazioni Internazionali e Marketing e conciliando gli impegni scolastici con quelli agonistici. Grande ammiratore di Ayrton Senna, ha scelto il numero 12 in omaggio al campione brasiliano.

 

Il 2026 di Antonelli: la corsa al Mondiale

Il salto di qualità arriva nella seconda stagione. Complice anche il cambio regolamentare che ha reso la Mercedes la vettura da battere, Antonelli parte forte: prima pole e prima vittoria in Cina, poi il bis in Giappone che lo rende il più giovane leader di sempre del Mondiale, e una serie di successi consecutivi tra Miami, Canada e Monaco. Dopo un passaggio a vuoto per problemi di affidabilità, la consacrazione a Monza con una rimonta storica dal fondo della griglia. A metà stagione il bolognese guida la classifica piloti.

 

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Talento, denaro e occasioni: cosa serve davvero

Il percorso di Antonelli riassume gli ingredienti necessari per arrivare in Formula 1: un talento precoce e riconoscibile, un impegno totale fin dall'infanzia e la capacità di vincere a ogni categoria. Ma mostra anche il ruolo decisivo di fattori esterni: il sostegno di una famiglia già nel motorsport, l'ingresso in un'academy che ha coperto i costi e l'occasione di un sedile arrivata al momento giusto. Senza uno di questi tasselli, anche il più veloce rischia di fermarsi lungo la strada.

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