Ex difensore romano è scomparso dopo una lunga malattia. Considerato un talento promettente, vinse l’Europeo Under 21 nel 1994 e vestì le maglie di Roma, Reggiana e Vicenza. Nel 2006 fu colpito da un aneurisma durante una partita, episodio che segnò profondamente la sua vita, tra problemi di salute e difficoltà personali negli anni successivi
Il mondo del calcio è in lutto per la scomparsa di Gianluca Cherubini, deceduto a soli 52 anni dopo una lunga malattia. A darne notizia su Facebook è stato Alessandro Battisti, ex capitano del Chieti e direttore sportivo. “Non ci sono parole. Una vita a 220 km all’ora, sempre in bilico e sull’orlo del burrone. Mi mancherai”. Difensore romano, Cherubini ha vestito le maglie di Roma, Reggiana e Vicenza, collezionando anche cinque presenze con la Nazionale Under 21.
La carriera sportiva
Nato a Roma, Cherubini era considerato uno dei talenti più interessanti della sua generazione. Terzino di spinta, capace di adattarsi anche da centrale o centrocampista, si mise in luce con la Reggiana, diventando uno dei protagonisti della salvezza in Serie A nella stagione 1993-94. In quello stesso periodo arrivò anche il successo più importante della sua carriera: la vittoria dell’Europeo Under 21 nel 1994, in una Nazionale ricca di talenti come Cannavaro, Panucci, Inzaghi e Vieri. Nel 1995 fu chiamato dalla Roma, allenata da Carlo Mazzone, dove condivise lo spogliatoio con un giovane Francesco Totti. L’esperienza in giallorosso durò però solo una stagione e fu seguito dal ritorno alla Reggiana. Nonostante le cinque presenze con l’Under 21 e le premesse iniziali, la sua carriera non ha mai avuto la svolta attesa.
Il malore e gli ultimi anni
Il momento più difficile della sua vita arrivò nel 2006, quando fu colpito da un aneurisma cerebrale durante la partita Novara-Giulianova. Rimase in coma per 12 giorni e rischiò la vita. Dopo il recupero, sembrava destinato a chiudere con il calcio giocato. Nella stagione 2007-08 iniziò la carriera da allenatore come vice alla Stella Polare, squadra di Promozione. Successivamente tornò a sorpresa in campo per una stagione con il Chieti, senza però riuscire a ritrovare il livello precedente. Dopo il ritiro definitivo, ha attraversato negli anni una fase segnata da vicende giudiziarie e difficoltà personali, lontano dal calcio. Sul piano della salute, le sue condizioni erano già fragili: in passato aveva superato un tumore, viveva con un solo rene ed era in dialisi, in attesa di un trapianto.