Milano Cortina, iniezioni di acido ialuronico nel pene per alcuni atleti: la Wada indaga
SportIl caso riguarda il sospetto di una pratica illecita da parte di alcuni saltatori con gli sci che ricorrerebbero all'iniezione per guadagnare un vantaggio in gara. Indossando tute più larghe, alcuni saltatori otterrebbero infatti un maggiore “effetto vela” nella fase di volo. Sulla vicenda è stata coinvolta l'Agenzia mondiale antidoping. Secondo l'urologo Antonini, "è sbagliato considerare doping queste iniezioni"
Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 stanno per aprirsi ufficialmente e il tema del doping è finito sotto ai riflettori. Il caso riguarda la disciplina del salto con gli sci, per il sospetto di una pratica illecita da parte di alcuni atleti che ricorrerebbero all'iniezione di acido ialuronico nel pene per guadagnare un vantaggio in gara. Indossando tute più larghe, alcuni saltatori otterrebbero infatti un maggiore “effetto vela”, cioè una maggiore velocità e aerodinamicità nella fase di volo. Nel salto con gli sci apportare modifiche, anche minime, alla tuta può fare la differenza producendo effetti decisivi sulla portanza in aria. L'intervento sull'organo maschile consentirebbe quindi di incrementare le misure delle tute rendendole più larghe in vista delle gare. Sulla vicenda è stata coinvolta l'Agenzia mondiale antidoping (Wada). La notizia, lanciata dalla Bild, è stata ripresa da diversi quotidiani, tra cui il New York Times.
Wada: “Se emergerà qualcosa lo prenderemo in considerazione”
Il dg della Wada, Olivier Niggli, ha dichiarato che "non sono a conoscenza dei dettagli, ma se dovesse emergere qualcosa, prenderemmo in considerazione qualsiasi cosa sia effettivamente correlata al doping”. Poi ha aggiunto: “Non utilizziamo altri metodi per migliorare le prestazioni, ma la nostra commissione esaminatrice valuterebbe se questo rientra in questa categoria. Ma non ne avevo sentito parlare prima che me lo diceste voi”. Non è la prima volta che la questione viene affrontata. Già l'anno scorso, due medagliati olimpici norvegesi, Marius Lindvik e Johann André Forfang, furono squalificati per aver ritoccato le cuciture delle tute rendendole più rigide e quindi più “veleggianti”.
Urologo Antonini: “Sbagliato considerare doping le iniezioni sul pene”
Secondo Gabriele Antonini, urologo-andrologo, “è sbagliato considerare le iniezioni di acido ialuronico nel pene come doping". Poi ha aggiunto: "Negli ultimi tempi sono emerse discussioni teoriche riguardo all'impiego della metodica anche in soggetti sportivi. Dal punto di vista medico, l'acido ialuronico non è una sostanza farmacologica dopante e non agisce su metabolismo, resistenza o forza muscolare”. Si tratta di “un filler locale privo di effetti sistemici sulle performance fisiche”, precisa Antonini. Tuttavia, “eventuali implicazioni regolatorie in ambito agonistico non dipendono esclusivamente dalla natura della sostanza, ma dalle valutazioni delle federazioni sportive e dei comitati organizzatori, che restano gli unici enti deputati a definire i criteri di idoneità alle competizioni”, rimarca l'esperto. Secondo il chirurgo, "ad oggi non esistono evidenze scientifiche che dimostrino un miglioramento delle prestazioni atletiche”. La tecnica “mantiene pertanto una finalità principalmente estetica e funzionale locale, richiedendo sempre una valutazione specialistica, un'adeguata selezione dei pazienti e un follow-up clinico dedicato", conclude l'urologo.