Juventus, Agnelli: "Bene Sarri, eresia non pensare a Guardiola"

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Il presidente dei bianconeri si dice soddisfatto dell’andamento della squadra, ma non chiude del tutto all’ipotesi di vedere un giorno l’allenatore spagnolo a Torino. Su un'eventuale partita a porte chiuse contro l’Inter: "Priorità a salute pubblica"

"Noi siamo molto contenti di Sarri" ma "dire che nessuno pensi a Guardiola sarebbe un'eresia". Il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, intervenendo a 'Tutti convocati' su Radio24, ha commentato così la situazione dell’attuale tecnico dei bianconeri e gli ipotetici scenari futuri del club. Il numero uno juventino si è detto comunque soddisfatto dell'andamento finora tenuto dalla squadra con l'allenatore di Figline Valdarno. "Abbiamo un contratto di tre anni, la forza di un'idea è nella prosecuzione del tempo, la priorità è proprio questa. Noi volevamo Sarri e abbiamo preso Sarri". Anche perché al momento, ha aggiunto, l’allenatore del Manchester City "in questo momento della sua vita è estremamente felice dov'è, al di là delle contingenze. Se io sono felice dove sono difficilmente lascio".

"Priorità a salute pubblica" contro l’Inter

Al presidente bianconero è stata chiesta anche un'opinione sulla possibilità di giocare a porte chiuse la partita contro l’Inter a causa dell’emergenza Coronavirus. Agnelli ha escluso l’eventualità di disputare il derby d'Italia in un’altra sede e ha aggiunto: "Se si giocasse a porte chiuse sarebbe un peccato per lo spettacolo in sé, per lo spettacolo del campionato, perché ne risentirebbe la distribuzione del prodotto, il campionato italiano, però gli addetti ai lavori e noi tutti dobbiamo preservare la priorità che è la salute pubblica".

"Temo la spensieratezza della Lazio"

Per quanto riguarda la corsa scudetto, invece, Agnelli ha dichiarato: "Della Lazio c'è da temere la spensieratezza, non hanno l'obbligo di vincere. Se questa spensieratezza riescono a mantenerla fino a marzo-aprile, può essere il loro vantaggio. Allo stesso tempo può essere nemica perché dopo tre risultati negativi puoi accontentarti della qualificazione in Champions". Durante l’intervista il presidente ha anche difeso l’operato di Fabio Paratici, messo sotto accusa dalla piazza per non essere riuscito a portare a Torino Lukaku e il baby fenomeno Haaland: "Fabio ha dimostrato di essere un grande dirigente e continua a dimostrarlo. Dal mio punto di vista non è sotto esame".

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