Palermo, 15 anni di calcio e emozioni dalla serie A alla serie C

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Fulvio Viviano

Rosaneri retrocessi per illecito sportivo. Il provvedimento per molti è ingiusto. Non tanto per la sentenza, quanto per l’impossibilità di attendere l’esito dell’appello. Zamparini non viene coinvolto e a pagare sono la squadra e soprattutto i tifosi

Da maggio a maggio. In mezzo 15 anni. Una altalena di emozioni che si conclude, almeno per il momento, come peggio non si potrebbe. Il Palermo in serie C per illecito sportivo. Perché, per tre anni, avrebbe presentato falsi bilanci per poter partecipare al campionato.

Zamparini non viene coinvolto, paga la squadra e i tifosi

Chi avrebbe commesso l’illecito avallando i falsi bilanci, l’allora patron Maurizio Zamparini, non viene coinvolto. Non è più un tesserato. Ha venduto la società e quindi, contro di lui, non si può procedere sul piano della giustizia sportiva. E allora, a pagare, sono la squadra e soprattutto i tifosi. Che si vedono scippati della possibilità di disputare i play off per tornare in serie A. Perché la lega di B ha deciso. Il Palermo farà ricorso ma pare non importi ai vertici del campionato cadetto.

La promozione in serie A non se la giocherà il Palermo

Rosanero retrocessi in serie C. Griglia dei play off aggiornata. Niente play out. E se la sentenza d’appello fosse favorevole al Palermo? Per la lega di B poco cambierebbe. Provvedimento ingiusto per molti. Non tanto per la sentenza. Quanto per l’impossibilità di attendere l’esito dell’appello. Perché è stato già deciso che la promozione in serie A se la giocheranno le altre squadre e non il Palermo.

Nel 2004 il Palermo di Zamparini arriva in serie A

Il 29 maggio del 2004, dopo 30 anni, il Palermo di Maurizio Zamparini tornava in serie A. Una città che non attendeva altro e che all’epoca avrebbe voluto intitolare al patron friulano qualunque cosa fosse intitolabile. Piazze, strade, monumenti. Qualunque cosa. Tanta era (ed è) la fame di calcio di una piazza sanguigna. Il primo anno in serie A ed è subito Uefa. Ed un altro delirio. I rosa che l’anno dopo girano per l’Europa. Un sogno diventato realtà. Nell’Italia che nel 2006 vinse il mondiale di Germania c’era tanto rosanero: Zaccardo, Barzagli, Grosso, Toni, Barone e Amelia. Dal “Barbera” sono passati top player: Pastore, Cavani, Dybala, Miccoli, Amauri solo per citarne alcuni. Il Palermo è una macchina da guerra. Tutti hanno paura di giocare contro i rosanero che sfiorano anche l’accesso in Champions League.

Dopo il 2011 inizia la fase discendente della squadra

Poi arriva un altro 29 maggio. Questa volta del 2011. Palermo in finale di coppa Italia contro l’Inter. Un’altra pagina di storia. Il Palermo perde 3 a 1. E dopo quella sconfitta si capisce che qualcosa non funziona più. La squadra viene piano piano smontata. I pezzi pregiati venduti in giro per l’Europa. Inizia la fase discendente. I rosa galleggiano per un po’. Poi vanno in B. Intanto Zamparini annuncia trattative per la cessione. Prima gli arabi, poi i cinesi. Dopo arrivano gli americani, gruppi italiani. Vendite annunciate che saltano all’ultimo secondo. Il patron friulano, nel frattempo travolto da inchieste giudiziarie della procura di Palermo, cede ad un gruppo inglese che, dopo poco meno di due mesi, restituisce tutto in mano agli uomini di Zamparini.

La mazzata finale: la retrocessione

Poi, finalmente, la cessione ad Arkus Network. Ma quando i tifosi, finalmente, credono che sia finita arriva la mazzata del TFN. Palermo retrocesso per illecito sportivo (commesso da Zamparini ndr) e senza nemmeno avere la possibilità di attendere l’esito dell’appello. Una giustizia che, spesso, va troppo piano e raramente così veloce. Forse troppo. Calpestando la passione di migliaia di tifosi e, probabilmente, anche il diritto.

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