Festa del Cinema di Roma, “40 secondi” di Vincenzo Alfieri racconta la tragedia di Willy

Spettacolo

Alla Festa del Cinema di Roma arriva il film di ispirato alla storia di Willy Monteiro Duarte. Un racconto corale che parla ai giovani e interroga tutti sull’indifferenza. Il film arriva in sala il 19 novembre

“Cosa avrà fatto Willy prima di morire? E i suoi assassini? Si saranno svegliati, avranno mandato un messaggio, fatto colazione…”. È da questa domanda che nasce “40 secondi”, il nuovo film di Vincenzo Alfieri, in concorso alla Festa del Cinema di Roma. Ispirato al libro-inchiesta di Federica Angeli, il film ripercorre le 24 ore che precedono l’omicidio di Willy Monteiro Duarte, ucciso nel 2020 a Colleferro mentre cercava di difendere un amico. “Non è una storia di criminali, ma una storia di ragazzi”, spiega Alfieri, che ha scelto di raccontare l’umanità di Willy, “un ragazzo splendido, che non è rimasto indifferente”.

Voci dal set: emozione, responsabilità e verità

A interpretare Willy è Justin De Vivo, che ha vissuto il ruolo come “una grandissima responsabilità”. “Era un ragazzo con sogni, valori e una grande umanità”. Francesco Di Leva è Ludovico, il carabiniere del paese: “In un piccolo centro l’autorità è anche un amico. Quando Ludovico trova il corpo di Willy, non è solo un uomo in divisa, è un padre”. Anche Francesco Gheghi, premiato a Venezia, ha affrontato la storia con rispetto: “Non abbiamo parlato con i protagonisti reali, ma ci siamo documentati molto. Quando tragedie così colpiscono ragazzi come noi, non puoi restare indifferente”. Il legame con Enrico Borrello ha reso il lavoro ancora più autentico: “Senza Enrico non avrei fatto questo film così bene”, dice Gheghi. Borrello aggiunge: “I nostri personaggi vivono un’ambiguità profonda, ma nasce anche una fratellanza”.

Una storia che parla ai giovani, anche nelle scuole

Il film non coinvolge direttamente la famiglia di Willy, che ha scelto di restare lontana dai riflettori. “All’inizio ho provato ad avvicinarli – racconta Alfieri – ma mi hanno detto con gentilezza che non ce la facevano più”. Un momento toccante è arrivato quando la sorella di Willy ha visitato il set: “Ha letto la sceneggiatura, visto il film e mi ha abbracciato dicendo: ‘Hai fatto un bel film’. È stato il regalo più grande”. Nel cast anche Beatrice Puccilli, interprete di Michelle, unico punto di vista femminile: “Porta nel racconto un’umanità che aiuta a comprendere meglio tutto ciò che accade”. Alfieri spera che il film venga proiettato nelle scuole: “Parla ai giovani e ai genitori. Ci chiede: cosa avremmo fatto al posto di Willy? Sono domande difficili, ma spero che il film aiuti a riflettere sull’indifferenza”.