4 Ristoranti a Verona, vince Micol con Antica Amelia Bistrot. L'intervista

TV Show sky uno

Barbara Ferrara

A conquistare il titolo nel corso del quinto episodio è Micol con il suo Antica Amelia Bistrot. Chef Borghese ti aspetta ogni domenica in prima serata su Sky Uno, sempre disponibile on demand, visibile su Sky Go e in streaming su NOW. 

Iscriviti alla nostra newsletter per restare aggiornato sulle notizie di spettacolo

 

Il viaggio di 4 Ristoranti (LO SPECIALE) è ripartito da Torino con i nuovi episodi (ogni domenica in prima serata su Sky Uno, sempre disponibile on demand, visibile su Sky Go e in streaming su NOW), e dal capoluogo piemontese ci ha portato in Sardegna. Da qui ci siamo spostati in un altro angolo di paradiso, in Friuli-Venezia Giulia, a metà strada tra Venezia e Trieste, in una città sospesa tra il mare e la terra, a Grado. Dall'"isola del sole", abbiamo fatto tappa alla scoperta dei litorali molisani, a Termoli. E da questa antica città di pescatori alla città di Giulietta e Romeo, il passo è stato breve. A vincere la sfida e conquistare il titolo di Miglior ristorante romantico di Verona, è Micol con la sua Antica Amelia Bistrot. Ecco cosa ci ha raccontato la vincitrice. 

l'intervista alla vincitrice

approfondimento

4 Ristoranti a Termoli, vince Miriana. L'intervista

 

Che effetto fa aver conquistato il titolo di Miglior ristorante romantico di Verona?

Devo ancora realizzare bene il tutto. Sono stata travolta da una valanga di emozioni. Dal punto di vista professionale e personale devo dire che è stata una grande soddisfazione. E forse è stata la spinta che mi serviva per credere di più in me stessa e nel mio progetto. Essendo io autodidatta mi sentivo sempre un passo indietro rispetto ai miei colleghi. Verona è una piazza importante, fatta di realtà ben radicate. La vittoria per me è statà un po' un "okay, ora puoi iniziare a dire la tua." Verona è anche la città dell’amore, vincere il titolo di ristorante più romantico è una doppia soddisfazione.
 

Prima reazione alla chiamata di 4 Ristoranti?  

Stupita, incredula. Come tutti credo. Ricordo ancora l’attimo esatto in cui ho risposto al telefono. Ero talmente incredula che all’inizio non l’ho nemmeno comunicato alla famiglia. Conosco benissimo il programma, lo guardo sempre con il mio bambino. Non mi sarei mai aspettata che tutto iniziasse con una semplice telefonata. Da quel momento ho iniziato a sognare, ma con un obiettivo ben chiaro. Ora posso dirlo, l'ho fatto per lui e ho vinto per lui.
 

Come nasce il progetto di aprire il tuo locale?

Nasce da un periodo particolare della mia vita. Dopo l'apertura del mio primo locale (una trattoria con cucina casalinga) mi sono trovata ad affrontare alcuni mesi di dubbi e incertezze. La forte passione che mi aveva spinta ad entrare nel settore si era un po’ arenata. Non provavo più emozioni, stava passando il sentimento. Avevo la sensazione di poter dare ancora di più. Da qui la decisione "o mollo tutto o riparto da qualcosa che sento più mio". Avevo tutto nella testa, mancava però la location giusta. Una ricerca dello spazio durata mezza giornata. E' stato amore a prima vista. Senza sapere come e quando avevo già deciso che lì sarebbe nato Antica Amelia Bistrot. Poi il lockdown, alcuni mesi chiusa in casa, ma anche tanto tempo per poter progettare e pensare. Nessun aiuto di architetti e arredatori. Antica Amelia è Micol, è dove mi sento a casa, ma anche dove spesso mi trovo a viaggiare con la testa. Ogni angolo mi ricorda un’esperienza vissuta e una città nel mondo.
 

Sei un’autodidatta, è stata dura affermarsi nel panorama veronese?

Abbastanza. Avevo le idee chiare fin da subito, ma avevo comunque bisogno di fare anch'io la mia gavetta. E così giorno dopo giorno ho fatto esperienza sul campo, con il rischio di sbagliare sempre dietro l'angolo. Testa bassa, umiltà, un po' di testardaggine. Adesso quando mi salutano con "ciao Chef!" devo dire che è mi sorridono anche gli occhi.
 

In amore non ami i cliché, il gesto più romantico a cui hai assistito nel tuo ristorante?

Si è vero. Non sono una da cliché e da “romanticismi”. Niente candele, niente rose rosse e tovaglie lunghe. Il mio locale rispecchia perfettamente la mia personalità. Io lo definisco un romantico "sexy", pochi fronzoli, tanto stile. Ma un paio di anni fa, un giovane ragazzo ci ha contattati. Aveva scelto noi per la proposta di matrimonio…un uomo inginocchiato, un anello, un dolce (il lingotto di cioccolato fondente) e un Sì! Sono sincera, mi sono emozionata anch'io.


Il menu perfetto per una cena romantica.

Non esiste un menù perfetto per una cena romantica e non credo nei cosiddetti ingredienti afrodisiaci. Se chi hai davanti non ti piace puoi mangiare tutte le ostriche che vuoi…ma la fiamma non si accende. La mia idea di cucina porta a qualcosa di semplice, di pulito. Pochi ingredienti, mai qualcosa di troppo. Per me deve essere una cena a base di piatti leggeri e buon vino così si scioglie anche la tensione. Dev'essere un accompagnamento a ciò che viene dopo. Diciamo che una serata romantica non può finire sul divano con copertina e tisana digestiva.
 

Definisci la tua una cucina piena d’amore: cosa intendi?

La mia è una cucina piena d’amore e credo si respiri anche nell'aria. Ormai siamo una famiglia, ci vogliamo bene e questo si percepisce. Parlo dell'amore con cui la mia nonna mi ha trasmesso questa passione sin da piccina. L'amore verso la materia prima, che io rispetto moltissimo. L'amore con cui penso i miei piatti, la cura che metto nei dettagli. Ho avuto la fortuna di poter viaggiare molto e questo, insieme alla mia curiosità, mi ha dato la possibilità di conoscere sapori diversi e abbinamenti non così consueti. Viaggiavo, assaggiavo e pensavo. Spesso i miei piatti sono dedicati a qualcuno, anche questo secondo me è amore. Al mio staff dico sempre "andate a sentimento!" poi però, durante il servizio esce Micol versione gendarme.
 

La carta vincente che ti ha portato sul gradino più alto del podio?

La mia determinazione, aver puntato su qualcosa di diverso, e l'essere riuscita a trasmettere il mio progetto e il mio "amore" a tutto il mio gruppo. Ci siamo messi in gioco insieme, consci dei nostri pregi e dei nostri difetti. Da sola non avrei mai raggiunto l'obiettivo. Questa vittoria la vedo come il frutto di un lavoro durato anni.
 

Tua madre si occupa del servizio in sala, com’è lavorare a stretto gomito?

La mia mamma, insieme al mio fidato Daniele, si occupa della sala. Fortunatamente un muro ci divide… teste diverse, idee diverse. Ma probabilmente anche questo ci rende speciali e secondo me è un valore aggiunto. La sua cura dei dettagli e la dolcezza con cui tratta i clienti sono fondamentali.
 

Antica Amelia Bistrot è un sogno che si realizza, il prossimo qual è?

Antica Amelia era il mio sogno nel cassetto, ma c’è ancora molto lavoro da fare e ancora tanta voglia di vivermelo. Quindi per ora la mia testa è ferma qui. Un domani chissà, sarebbe bello vedere nascere un'altra piccola Amelia in un piccolo angolo di mondo.

Spettacolo: Per te