True Detective 3: La recensione dell'episodio 5

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Nel quinto episodio della terza stagione di True Detective assistiamo fimalmente all'incontro tra Stephen Dorff e Mahershala Ali nel 2015, mentre nuovi indizini sconvologo le indagini e soprattutto la mente del detective Wayne Hays . Su Sky Atlantic, l'appuntamento con True Detective 3  è  ogni lunedì dalle 21.15  con l'episodio in italiano. E, a seguire, l’episodio appena andato in onda in America in versione originale con sottotitoli. Leggi la recensione del quinto episodio.

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True Detective 3: I bambini dovrebbero ridere

Quello che succede a Las Vegas, resta a Las Vegas. Ma il proverbio non è valido per True Detective 3. All'inizio del quinto episodio della serie scopriamo che il 12 agosto del 1988 una cameriera trovò il corpo di Lucy Purcell in un motel a Paradise, nel Nevada, vicino a Las Vegas. Causa del decesso: overdose da eroina. La foto della madre di Julie e Will è molto eloquente. Non altrettanto si può dire del fermo immagine di una telecamera in una farmacia dell'Oklahoma. Non sappiamo con certezza se quella ragazza dai lunghi capelli lisci sia davvero Julie. E in fondo sono proprio le fotografie le protagoniste di questo episodio. Infatti sono gli scatti dell'appartamento di Brett Woodard appesi sulla bacheca della centrale di polizia a rivelarci cosa è accaduto al nativo americano.

Il quarto episodio di True Detective 3 si concludeva con l'ex veterano pronto a difendersi dall'attacco dei redneck. Ma il tutto è finito in un bagno di sangue, tra scoppi di mortaio, trappole e raffiche di fucile. Oltre a gran parte dei suoi assalitori, Woodard ha ucciso un paio di poliziotti e ferito a una gamba il detective Roland West (Stephen Dorff). E quando Brett si trova alle spalle Wayne che gli punta la pistola contro, si capisce che l'indiano si farà uccidere dal detective. Come si suol dire, meglio una fine orribile che un orrore senza fine. Ma, dopo la sua morte, Woodard è diventato il principale indiziato dell'omicidio di Will. Anche perché a casa sua sono stati ritrovati lo zainetto del ragazzino e una maglietta carbonizzata appartenente a Julie.

Ancora una volta, però, sono le fotografie a svelarci la verità. A dieci anni di distanza dall'omicidio, Wayne, osservando la foto dello zaino, capisce che è impossibile che si trovasse nell'intercapedine della casa. L'esplosione del mortaio avrebbe dovuto danneggiarlo. Qualcuno ha piazzato successivamente quell'oggetto e quell'indumento per incolpare Woodard dell'omicidio di Will e far credere che pure Julie fosse morta.

Il passato con i suoi fantasmi riemerge e cambia il presente. Lo comprendiamo bene quando nel 2015 per la prima volta Wayne legge il libro sul caso scritto da sua moglie Amelia e capisce che a scrivere quel biglietto anonimo è stata Lucy Purcell. Forse la donna cercava solo di tranquillizzare suo marito. Un tentativo puerile e disperato di sembrare, almeno per una volta, una famiglia felice.

True Detective 3: A volte ritornano

Il momento più emozionate del quinto episodio della serie è sicuramente l'incontro fra Wayne Hays e Roland West a 25 anni di distanza dall'ultima volta che si sono visti. A introdurre la scena à la preparazione di un caffè. Forse un omaggio al cucchiaino girato da Robert De Niro che tintinna nella tazzina di caffè in C'era una volta in America. In fondo anche il capolavoro di Sergio Leone è un viaggio attraverso il tempo e la memoria. Comunque, il personaggio interpretato da Stephen Dorff non se la passa benissimo. Beve parecchio. Non si è sposato con Lori, la ragazza con cui viveva negli anni 90 e che aveva conosciuto in chiesa all'inizio dell'indagine. Non ha figli. Vive isolato in campagna, in compagnia di un gruppo di cani a cui prepara la colazione e con cui interloquisce come se gli animali potessero rispondergli.

Il dialogo tra i due ex detective si sviluppa tra scuse e rancori, risate e lacrime. West con la foto insieme al presidente Clinton ci ha foderato una cuccia. Hays racconta al suo ex partner che il corpo i Dan O'Brien, il cugino di Lucy, è stato ritrovato in una cava prosciugata nel Missouri. D'altronde molte persone legate al caso Purcell sono morte o sono scomparse. Il problema è che Wayne non riesce a ricordare, mentre Roland non vuole ricordare. Non sempre il tempo guarisce le ferisce. Tuttavia, Wayne vuole risolvere il puzzle prima di diventare una zucca vuota che sbava. E forse Roland aiuterà il suo amico settantenne e malato in questa ultima folle impresa. Perché è una impresa da matti. Perché ridere gli farebbe bene.