True Detective 3, il cast: 3 cose su Mahershala Ali nei panni del detective Wayne Hays

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Il cast della terza stagione di True Detective 3 (in onda su Sky Atlantic) ha un personaggio principale. E' il detective Wayne Hays, interpretato dall'attore Mahershala Ali (candidato al premio Oscar come Miglior attore non protagonista per Green Book ). In attesa dei prossimi episodi della serie, scopriamo i segni particolari di questo investigatore che vediamo in azione in tre diverse fasi della vita e della carriera.

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True Detective 3 ovvero L'Amore, Il Tempo e la Memoria

"Pensavi di poter andare avanti senza voltarti mai indietro." Con queste parole una giovane Amelia (moglie del protagonista) appare al detective Wayne, ormai anziano, nel terzo episodio di True Detective. Un'allucinazione profetica, una cartina di tornasole per comprendere il senso di questa serie tv. In fondo, questa fiction parla degli effetti delle indagini sui personaggi e sulle loro relazioni nel corso del tempo. L'amore, la memoria, la morte danzano in un arco temporale che parte dal 1980 per arrivare al 2015. E il principale protagonista di questa danza (che si avvale di un cast in stato di grazia) è Wayne Hays, interpretato da Mahershala Ali, che dopo aver conquistato un Oscar per Moonlight ha ottenuto una nomination come attore non protagonista per Green Book. In fondo per Wayne era solo un caso di cui occuparsi. E invece si rivelerà un viaggio. In attesa dei prossimi episodi di True Detective (in onda su Sky Atlantic ogni lunedì dalle 21.15 con gli episodi in italiano e, a seguire, l’episodio appena andato in onda in America in versione originale con sottotitoli), scopriamo quello che sappiano del personaggio di Ali attraverso i 3 archi temporali.

 

Gli anni 80: L'indagine

7 novembre del 1980. E' un venerdì sera e c'è la luna piena. E' appena morto the King of Coolness, ovvero Steve McQueen. Wayne è insieme al suo partner Roland West. Sono seduti all'aperto. Fumano, bevono e sparano ai ratti, ma Haynes manca la pantegana. La prima battuta pronunciata da Mahershala Ali nel segmento ambientato negli anni Ottanta è: " il fato gli ha risparmiato l'insulsa vita, e non lo sa." Capisci già da questa parole che il detective nero possiede ridotte attitudini sociali. E' un uomo isolato, sia per il colore della pelle, siamo in Arkansas, altopiano di Ozark, terra di redneck e white trash, sia per la sua esperienza in Vietnam. Durante la guerra Wayne si perdeva nella giungla del sud-est asiatico per due settimane e tornava dopo aver catturato o ucciso un vietcong. Si sa: l'uomo è cacciatore. È questa abilità che consente a Wayne di trovare il cadavere del piccolo Will Purcell e di scoprire il luogo dove il il ragazzino è stato ucciso. Altresì, Wayne risulta assai impacciato nelle schermaglie d’amore. Basta pensare al primo incontro con Amelia, la sua futura sposa. Avvolto nella penombra di un bar, tra luci soffuse e gaffe, sciorina il suo curriculum a una ex militante delle Black Panther. Cresciuto a Conway, con una madre che lavorava in una fattoria, Wayne ribadisce la sua passione per la solitudine, la caccia e l'avversione per il partito democratico. E, last but not leat, confessa di usare solo cravatte con la clip perché teme che qualcuno possa usarle per strangolarlo. Così il detective appassionato di Star Wars, capace di imitare il suono della spada laser, si ubriaca 2, 3 forse 4 volte al mese, Ma soprattutto sa che con quella sua unica faccia da sbirro può solo andare avanti a indagare.

Gli anni 90: La riapertura del caso

5, dicembre 1990. Il caso viene riaperto. Suo malgrado Wayne ricorda ciò che è accaduto. Certo, il detective non ha mai smesso di formulare teorie sull'omicidio del piccolo Will e sulla scomparsa di Julie. Ma il ritrovamento delle impronte della giovane Purcell in una farmacia dell'Oklahoma cambia completamente il registro. Già dalla sequenza che apre il terzo episodio di True Detective 3, comprendiamo che fra Wayne e Amelia, le cose non vanno a gonfie vele. Si vagheggia di notti selvagge da consumare in un motel fra alcol e sesso e si finisce per piantonare l'insegna al neon di un Walmart. Sempre nella terza puntata della serie tv si capisce che il personaggio interpretato da Mahershala Ali è un filo paranoico. In un supermercato Wayne crede di che sua figlia Becca sia scomparsa e inizia a perdere la trebisonda, quando in realtà si era solo allontanata un attimo. La realtà è che il detective ha aumentato l'alcol in maniera esponenziale ed è stato pure demansionato. Sicché quando incontra il suo partner Roland West (Stephen Dorff) in un bar di anticomunisti, tra una birra Bud e un Southern Confort, Wayne è ben felice di tornare a occuparsi del caso, anche se il suo partner di un tempo gli è ora superiore in grado. Perché quella pace apparente è ciò che più lo tormenta.

Il 2015: L'intervista

"Mancano tanti pezzi nel mio cervello." Purtroppo questa è l'amara verità per Wayne nel 2015. E' un ex detective dai capelli bianchi con seri problemi di memoria. Un attempato signore che cerca di ricordare ciò che è accaduta davanti alla telecamera di un programma tv che si occupa di crimini. E non è un caso che la prima immagine di True Detective 3 in cui vediamo Mahershala Ali sia quella in cui il suo personaggio è un vecchio davanti allo specchio che si allaccia la camicia, mentre sul comò fanno capolino un registratore vocale, un faldone di documenti e un orologio da polso. “Certo, che mi ricordo" dice Hays a sé stesso. Ma tutti intuiamo che non è così. Il detective è terrorizzato dalla demenza senile, obnubilato dall'idea di finire in un ospizio. Il figlio cerca di aiutarlo e sostenerlo, ma è un'impresa difficile. Wayne vorrebbe rivedere la figlia Rebecca, ma la ragazza è lontana, si occupa di musica e vive a Los Angeles. Forse nei prossimi episodi scopriremo cosa ci faceva a notte fonda, in pigiama nel luogo dove tutto è avvenuto. Il poeta russo Boris Pasternak chioserebbe con questi versi: "La vecchiezza è una Roma, senza burle e senza ciance, che non prove esige dall' attore ma una completa, autentica rovina."