Catch-22, trama e recensione dell’episodio 4

Via il dente, via il dolore: Yossarian completa le sue missioni, ma Korn lo incastra comunque. Non c'è mai fine all'assurdo. Intanto scopriamo che i traffici di Milo sono molto più estesi del previsto. La morte di Nately è l'ennesimo colpo per YoYo, che comincia a chiedersi seriamente se riuscirà a tornare a casa o se, invece, morirà lì, in quella terra bella ma letale. Leggi la recensione del quarto episodio di Catch-22.

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Catch-22, episodio 4: la trama

Il quarto episodio di Catch-22 si apre con le indagini riguardanti quanto accaduto nel finale del terzo, cioè con McWatt che, dopo aver ucciso per errore Kid Sampson, decide di suicidarsi schiantandosi contro in promontorio. Interrogato a riguardo, Yossarian non mente: McWatt non stava bene, e la causa dei suoi problemi è sicuramente dovuto a quanto visto e fatto durante questa assurda guerra. Sì, insomma, per YoYo l'esercito è da considerarsi il vero colpevole, e la cosa, come si può facilmente immaginare, non fa per niente piacere a Catchcart. Bisogna andarsene da lì, e bisogna farlo il prima possibile.

Via il dente, via il dolore: nel tentativo di raggiungere l'agognato congedo, e dopo essersi confidato con l'infermiera Duckett, Yossarian decide di partecipare a quante più missioni possibili, e la sua strategia sembra funzionare. In soli 6 giorni YoYo completa ben 11 missioni, arrivando dunque a quota 50. Quando però si reca da Korn per farsi dare i documenti per il congedo, il Tenente Colonnello prende tempo, più che altro perché non riesce a spiegarsi come sia possibile che qualcuno sia riuscito a portare a termine tutte le missioni previste.

In attesa dei fogli necessari per tornare a casa, Yossarian decide di accompagnare Milo a "comprare alcune cose". A loro si unisce Orr. I tre prima finiscono in Sicilia, e, giunti a Palermo, YoYo e il compagno pilota scoprono che Milo è in qualche modo diventato il sindaco della città. C'è chi muore e chi invece prospera, a quanto pare! La tappa successiva è Malta, dove scopriamo che Milo è l'assistente del Governatore dell'isola, e poi si riparte per Oran, in Algeria, per trattare con il Califfo. Milo, che è anche Pascià di Oran, è sicuramente un ragazzo pieno di sorprese...e di titoli!

Dopo aver finto di essere un Rockefeller, e dopo aver discusso della costruzione di nuovi impianti per l'estrazione del petrolio, YoYo e compagni tornano finalmente alla base. Lì, a colloquio con Korn, il nostro eroe scopre che i suoi documenti non sono ancora pronti, e che, nel frattempo, il numero delle missioni è passato da 50 a 55. Dunque gliene mancano ancora 5!

Si torna quindi a sganciare bombe. Dopo l'ennesimo volo, però, è tempo di fare una capatina a Roma. Nately non vede l'ora: chiederà a Clara di sposarlo, e poi, dopo il matrimonio, si trasferirà definitivamente in Italia e aprirà un ristorante. Inizialmente YoYo tenta di dissuadere l'amico da una tale sciocchezza, ma poi fa un passo indietro: il ragazzo è innamorato, non c'è modo di farlo ragionare. 

Tornato nel solito inferno, Yossarian non riesce a mettere a fuoco l'obiettivo, un ponte, e così l'aereo su cui sta volando è costretto a fare marcia indietro per tentare di effettuare lo sgancio. Il bombardamento va a buon fine, ma, mentre l'aereo comincia ad allontanarsi, viene colpito nella parte posteriore, proprio dove si trova Nately. YoYo tenta di afferrare la mano dell'amico e di portarlo al sicuro, ma non ci riesce...

 

Catch-22, episodio 4: la recensione

A volte la soluzione migliore  è affrontare i problemi di petto, soprattutto quando hai cercato di evitarli, salvo renderti conto che ciò non è possibile. E' per questo motivo che Yossarian decide di completare le sue missioni, anche perchè ormai gli è chiaro che l'unico modo di "battere" Catchcart è di giocare al suo gioco usando proprio le sue stesse regole. Incredibilmente il personaggio di Chris Abbott riesce a completare la sua quota, ma, ovviamente, non tornerà a casa, specialmente dopo quanto dichiarato durante le indagini sulla terrificante morte di Kid Sampson e sul successivo suicidio di McWatt.

Il dialogo tra l'ufficiale che sta indagando e Yossarian esprime molto bene il punto di vista dell'aviatore: secondo lui, McWatt non stava bene mentalmente, e la colpa dei suoi problemi - problemi che l'hanno portato, seppur accidentalmente, a uccidere Kid Sampson - è da ricercare interamente all'interno delle istituzioni militari. Una presa di posizione decisamente netta, che gli costerà proprio l'agognato congedo.

Molto divertente la parte dell'episodio dedicata ai traffici di Milo, personaggio sicuramente bizzarro, ma decisamente coerente. "Mors tua, vita mea", ma in questo caso sarebbe più corretto dire "Guerra tua, business mio!"

Arriva invece come uno schiaffo in piena faccia la morte di Nately, ed è l'ennesimo fardello che Yossarian dovrà portare sulle spalle...

 

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