Minerva - La scuola, Massimiliano Gallo, Cristiana Capotondi e il cast raccontano la serie
Serie TV
In attesa del debutto in streaming dello show sulle storie degli allievi del liceo militare Minerva, gli attori pritagonisti hanno parlato del progetto e dei loro personaggi all'anteprima al Giffoni Film Festival e a Portici, sui luoghi dove sono stati filmati gli episodi
Minerva - La scuola arriverà su Netflix in streaming dal 22 settembre, visibile anche su Sky Q, Sky Glass e Now tramite la app Smart Stick, ma dopo la presentazione del progetto al Giffoni Film Festival, dove sono stati proiettati anche i primi due episodi in anteprima, la curiosità sul teen drama girato tra Portici e Napoli è già alle stelle, specie tra il pubblico di giovanissimi e tra i più grandi, appassionati di storie youg adult.
Minerva - La scuola è un prodotto di Roberto Sessa per Picomedia che ha le carte in regola per diventare un nuovo cult come molti prodotti dello stesso genere.
I protagonisti sono volti più o meno nuovi della serialità e altri conosciutissimi e molto amati, da Cristiana Capotondi a Massimiliano Gallo e Irene Maiorino.
Lo show racconta una realtà inesplorata: il mondo delle scuole militari, pieno di fascino, storia antica, curiosità e mistero.
Il contesto? Portici e le sue bellezze. Lì, abbiamo incontrato gli attori e i realizzatori che ci hanno anticipato come sarà la storia e qualcosa in più sui loro personaggi.
Massimiliano Gallo e Cristiana Capotondi, militari e civili a confronto
I giovani studenti del Liceo militare Minerva, dove si svolgono le vicende dei protagonisti della nuova serie Netflix, vivono in un mondo governato dalle regole degli adulti.
Massimiliano Gallo è il comandante della scuola, Achille Giordano, che l'attore partenopeo ha descritto come "un monarca assoluto della sua scuola" ma anche "un personaggio tridimensionale, lontano dal cliché del militare tutto disciplina. Scopriremo, poi, che ha grandi crepe e fragilità".
Gallo prosegue: "Il mio personaggio ha un rapporto molto complesso con i suoi due due figli perché uno sta nella scuola, è un allievo. L'esplorazione del personaggio è interessante. (La serie) Offre qualcosa di probabilmente nuovo per la tv italiana: il confronto tra l'istituzione e i problemi dei ragazzi".
Cristiana Capotondi è la professoressa di filosofia Laura Canali, un civile "prestato" all'universo militare.
"Appeno arrivo in questa scuola e comprendo la sua ritualità resto scioccata, perché provengo da una scuola diversa, quelle in cui manca anche la carta igienica. In questo mondo al rigore si accompagna anche una certa estetica, dei valori, è una scuola che somiglia a quelle che c'erano una volta. Mi trovo in una posizione di mezzo, forse più vicina a quella dei ragazzi e come loro faccio lo sforzo di interpretare le regole della Minerva".
Due adulti che sono anche due genitori, Laura ha un bambino piccolo. Capotondi spiega: "Il fatto di essere mamma la porta naturalmente ad avere un rapporto molto dolce coi ragazzi, ad essere una compagna più che una professoressa, sebbene poi tocchi nel corso della storia dei punti nevralgici propri dell'istruzione militare.
I due personaggi stringeranno amicizia ma sull'evoluzione del loro rapporto gli attori non svelano nulla di più. Lo capiremo negli otto episodi della serie.
Gli studenti/allievi, chi sono i nuovi volti della serie
Ivan Silvestrini, regista di Minerva - La scuola, ha parlato del cast con cui ha lavorato per quasi cinque mesi sul set della Reggia di Portici, trasformata nella finzione nel Liceo militare Minerva, come di "una nuova generazione di volti interessantissimi consegnati al mondo del cinema e della serialità", molti dei quali alla prima esperienza significativa.
A Portici e a Giffoni sono arrivati per la presentazione ufficiale della serie il trio di giovani protagonisti, gli attori Ciro Minopoli, Margherita Buoncristiani e Biagio Venditti, rispettivamente Salvo, Camilla e Vincenzo, allievi del primo anno, e Nicole Malaj e Giulio Brizzi, Rachele e Max, studenti del terzo anno.
Alcuni hanno già calcato altri set ma questo è il primo ruolo importante. La visione in anteprima dei primi due episodi ha evidenziato lo sforzo, anche fisico, richiesto dalle scene in cui gli aspiranti allievi sono chiamati a superare prove di resistenza per entrare ufficialmente nella scuola.
Margherita Buoncristiani ammette di aver preso lezioni di arrampicata ma per tutti si è reso necessario un training specifico per approcciare i personaggi.
Nicola Malaji spiega quanto l'idea di disciplina veicolata dalla serie sia importante per un attore, specie quando è giovane e calca i primi set. Negli sguardi di tutti si legge l'emozione e l'impazienza di consegnare al pubblico questa nuova storia a cui appassionarsi.
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La scuola militare e i licei odierni
Giovanni Galassi parla per il team degli sceneggiatori. L'idea principale di Minerva - La scuola nasce dalla scuola militare come arena di crescita e conflitto, un mondo antico, una sorta i bolla con le sue regole, che si è felicemente rispecchiata nella location scelta per le riprese: la Reggia Borbonica di Portici.
Poi c'è il racconto dei protagonisti tardo adolescenti, di un'età compresa tra i 16 e i 18 anni, a confronto con la scuola e i suoi adulti.
Il regista Ivan Silvestrini è felice del risultato e del fatto che lo show non porti risposte ma apre interrogativi, dilemmi storici e altri nati dal confronto tra la scuola della storia e i licei odierni, ma non solo.
"Un teen drama di ragazzi, per i ragazzi ma non solo per loro", dicono da Netflix.