Giffoni Film Festival 2026, ecco quali sono i film in programma
CinemaSaranno 104 le opere in competizione alla 56° edizione della kermesse cinematografica, articolate tra 42 lungometraggi e 62 cortometraggi, in un programma che riunisce produzioni provenienti da tutto il mondo e selezionate tra migliaia di candidature internazionali. L’appuntamento è fissato dal 17 al 25 luglio 2026 a Giffoni Valle Piana (SA), con un’edizione che si sviluppa attorno al tema “Le cose impossibili”, filo conduttore che attraversa idealmente l’intera selezione
Al 56° Giffoni Film Festival si delinea un’edizione di ampio respiro, costruita attorno a un corpus complessivo di 104 opere in concorso, suddivise tra 42 lungometraggi e 62 cortometraggi. La selezione rappresenta l’esito di un processo di scelta particolarmente rigoroso, che ha preso avvio da migliaia di candidature provenienti da diversi contesti produttivi internazionali, restituendo così una panoramica eterogenea e stratificata del cinema contemporaneo rivolto alle nuove generazioni.
La manifestazione si svolgerà dal 17 al 25 luglio 2026 a Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno, confermandosi come uno degli appuntamenti più rilevanti nel panorama dei festival dedicati al cinema per ragazzi e giovani adulti. L’impianto complessivo dell’edizione si struttura attorno a una cornice tematica precisa, “Le cose impossibili”, che non si limita a fungere da semplice titolo evocativo, ma diventa una chiave interpretativa trasversale dell’intera programmazione.
Il tema scelto attraversa infatti la selezione in modo diffuso e coerente, orientando la lettura delle opere e offrendo un orizzonte simbolico comune alle narrazioni proposte. In questo quadro, il festival si configura non solo come vetrina cinematografica, ma anche come spazio di riflessione sulle tensioni, le aspirazioni e le trasformazioni che caratterizzano l’esperienza contemporanea dei giovani spettatori, chiamati a confrontarsi con storie che interrogano i limiti del possibile e le forme della loro possibile superabilità.
Un festival tra crescita e trasformazione
L’edizione 2026 del Giffoni Film Festival si conferma come un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni della contemporaneità. Le opere in concorso affrontano nodi centrali dell’esperienza umana e sociale: il percorso di crescita individuale, la costruzione dell’identità, le dinamiche familiari tra genitori e figli, il bisogno di appartenenza, la memoria storica, l’inclusione, la salute mentale, la sostenibilità ambientale e il superamento delle disuguaglianze sociali.
In questo contesto, il cinema si propone come strumento di elaborazione critica e di relazione empatica, capace di accompagnare le nuove generazioni nella comprensione di sé e del mondo circostante. A Giffoni, infatti, la narrazione cinematografica non si limita a descrivere la realtà, ma contribuisce a interpretare le trasformazioni in atto e le identità emergenti.
Approfondimento
Giffoni Film Festival, l'immagine della 56ª edizione ispirata a Icaro
Elements +3: prime scoperte e immaginario infantile
La sezione Elements +3 si rivolge ai più piccoli, accompagnandoli in un percorso fatto di meraviglia, scoperta e prime esperienze di autonomia personale. Tra i titoli in programma figurano il norvegese Bug’s Story di Natalia Malykhina Bratli e il film statunitense The Little Train di Angel Wang, entrambi centrati su protagonisti che imparano a riconoscere il proprio valore e a osservare il mondo da nuove prospettive.
La selezione include anche due produzioni italiane: Galileo and the Fable of Sounds di Luca Di Cecca e The Winter Cat, diretto da Aurora Cesarini, Silvia Sabbatini e Marta Zanoni.
Approfondimento
Greta e le favole vere arriva al Giffoni con Raoul Bova
Elements +6: crescita, avventura e immaginazione
Nella fascia Elements +6 emergono storie di formazione che uniscono avventura e scoperta di sé. Tra queste si colloca Born in the Jungle, produzione tra Lettonia, Polonia e Repubblica Ceca diretta da Edmunds Jansons, insieme a Garuda: Dare to Dream, opera prima del regista indonesiano Ronny Gani, noto anche come digital artist e animatore per produzioni come The Avengers e Aquaman.
Elements +10: tra infanzia e preadolescenza
La sezione Elements +10 accompagna il passaggio verso la preadolescenza attraverso narrazioni che intrecciano crescita personale e contesti storici o familiari complessi. Tra i titoli selezionati figura Barry & Me, produzione tra Germania e Svizzera diretta da Markus Welter.
Accanto a questo, si distingue Children of the Resistance del regista francese Christophe Barratier, già candidato all’Oscar per Les Choristes, opera che racconta le vicende di tre bambini durante l’occupazione tedesca in Francia.
Approfondimento
Giffoni Film Festival 2025, i film premiati
Generator +13: adolescenza e conflitto con il mondo adulto
Nella sezione Generator +13 trovano spazio opere che mettono al centro tensioni sociali e identitarie. Tra queste The Altar Boys di Piotr Domalewski, produzione polacca che segue un gruppo di adolescenti intenzionati a reagire all’inerzia della comunità adulta attraverso azioni guidate da ideali che si rivelano però rischiosi.
Figura inoltre Trad, film irlandese di Lance Daly che utilizza la musica tradizionale come strumento di identità e trasmissione culturale tra generazioni.
Generator +15: fragilità familiari e ricerca di appartenenza
La selezione Generator +15 approfondisce dinamiche familiari e sociali più complesse. In questo contesto si inserisce A Family, produzione tra Paesi Bassi e Belgio diretta da Mees Peijnenburg, che racconta la condizione di due fratelli coinvolti nel conflitto emotivo del divorzio dei genitori.
Accanto a questo titolo si colloca Nipster, opera prima svedese di Sunniva Eir Tangvik Kveum, che affronta il tema della radicalizzazione e il bisogno di appartenenza come fattore di vulnerabilità rispetto ai movimenti estremisti.
Generator +18: tra trauma, violenza e responsabilità
Nella fascia Generator +18 emergono narrazioni più dure e problematiche. 3 Weeks After, produzione che coinvolge Serbia, Italia, Lussemburgo, Bulgaria e Croazia diretta da Miroslav Terzić, racconta una gita scolastica ambientata dopo il suicidio di uno studente, in cui emergono dinamiche di bullismo e ricerca di nuove vittime.
A questo si affianca Rosemead, opera prima di Eric Lin prodotta negli Stati Uniti, che vede Lucy Liu nel ruolo di una madre affetta da una grave malattia e impegnata nella scoperta delle tendenze violente del figlio adolescente.
Approfondimento
Giffoni Film Festival: una storia lunga più di 50 anni
Gex doc: identità, migrazione e percorsi di vita
La sezione documentaria Gex doc propone uno sguardo ravvicinato sulle esperienze delle nuove generazioni. Tra i titoli figura Adam’s Apple di Amy K. Jenkins, produzione statunitense incentrata sul percorso di crescita di un adolescente transgender.
Completa la selezione One in a Million, realizzato tra Stati Uniti, Regno Unito e Germania da Itab Azzam e Jack MacInnes, che segue il difficile percorso di una giovane rifugiata siriana tra esilio, integrazione e ricerca delle proprie origini.
Cortometraggi: sguardi brevi e intensi
Tra i cortometraggi spicca The Champion’s Mural di Massimiliano Pacifico, inserito nella sezione Elements +10 e ambientato nella Napoli dei murales dedicati a Diego Armando Maradona.
Nell’ambito di Parental Experience si segnala inoltre A Sparrow’s Song di Tobias Eckerlin, produzione tedesca che affronta il tema del lutto e della capacità dell’empatia di attivare processi di rinascita emotiva.