Carrie, le prime immagini della serie di Mike Flanagan: il liceo diventa un inferno social
Serie TV
Prime Video svela le prime immagini di Carrie, la nuova serie in otto episodi scritta da Mike Flanagan e in arrivo nell’autunno 2026. Summer H. Howell raccoglie l’eredità di Sissy Spacek e interpreta l’adolescente emarginata nata dalla penna di Stephen King, mentre Samantha Sloyan è la madre Margaret. A cinquant’anni dal film di Brian De Palma, il liceo diventa un inferno connesso: bullismo, social media, isolamento e telecinesi accompagnano la possibile nascita di un’eroina o di qualcosa di più oscuro e terribile
Carrie White torna a scuola. Ma stavolta l’orrore non ha più bisogno di aspettarla negli spogliatoi o nel salone di un ballo: gli basta una connessione internet. Prime Video ha svelato le prime immagini di Carrie, la nuova serie tratta dal romanzo d’esordio di Stephen King, scritta dallo showrunner Mike Flanagan e attesa in streaming nell’autunno 2026.
Carrie, la crudeltà diventa virale
Otto episodi per raccontare nuovamente l’adolescente emarginata dotata di poteri telecinetici. Non una semplice dilatazione del film di Brian De Palma, né l’ennesimo bagno nel sangue della nostalgia, ma una rilettura contemporanea del romanzo pubblicato nel 1974. Perché i tempi cambiano, la crudeltà pure. E se cinquant’anni fa bastavano quattro mura per sentirsi prigionieri, oggi una gabbia può avere la forma luminosa di uno smartphone.
Carrie torna cinquant’anni dopo il film di Brian De Palma
Quando nel 1976 Brian De Palma diresse Carrie – Lo sguardo di Satana, il primo romanzo pubblicato da Stephen King aveva appena due anni. Il regista trasformò la storia della ragazza tormentata dai compagni e dalla madre in una tragedia americana, sospesa tra rito di passaggio, fanatismo religioso e incubo adolescenziale.
Sissy Spacek consegnò all’immaginario una Carrie fragile, spaurita e insieme terrificante, mentre Piper Laurie interpretò Margaret White come una sacerdotessa domestica del peccato e del castigo. Entrambe ottennero una candidatura all’Oscar, evento non proprio abituale per un film horror: l’Academy, si sa, ama il sangue soprattutto quando viene versato nei drammi in costume.
Mezzo secolo dopo, Mike Flanagan raccoglie un’eredità tanto prestigiosa quanto pericolosa. Copiare De Palma sarebbe inutile; ignorarlo, impossibile. La nuova Carrie sceglie quindi la strada più rischiosa: conservare l’anima del romanzo e cambiare il mondo che la circonda.
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Una ragazza cresciuta fuori dal mondo
La protagonista interpretata da Summer H. Howell ha trascorso tutta la vita rinchiusa in casa con la madre Margaret, affidata a Samantha Sloyan. Una donna estremamente protettiva, dominata da una concezione dell’amore che rischia di confondersi con il possesso e della salvezza che assomiglia pericolosamente a una condanna.
Dopo la morte improvvisa e prematura del padre, Carrie viene catapultata nel territorio alieno di un liceo pubblico. Un pianeta popolato da gerarchie, desideri, umiliazioni e ferocie quotidiane. Non servono astronavi per raggiungerlo: basta attraversare il corridoio durante l’intervallo.
Per Carrie, cresciuta lontano dai suoi coetanei, ogni gesto diventa una lingua sconosciuta. Uno sguardo può sembrare una minaccia, una risata una sentenza, un invito una possibile trappola. E mentre il suo corpo cambia, qualcosa di ancora più misterioso si risveglia dentro di lei: una forza telecinetica capace di spostare gli oggetti e forse anche il confine tra vittima e carnefice.
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Il bullismo nell’era dei social media
La serie Prime Video aggiorna il racconto di Stephen King introducendo la pressione dei social media. Il bullismo non termina più al suono della campanella, non resta confinato nei bagni o nelle palestre della scuola. Continua a vibrare nelle tasche, si moltiplica negli schermi, cerca visualizzazioni, commenti e complici.
Un atto di prevaricazione provoca uno scandalo mediatico che travolge la comunità. Carrie non viene soltanto derisa: viene osservata, condivisa, trasformata in contenuto. Nell’epoca dell’algoritmo, anche la vergogna può diventare virale e ogni smartphone rischia di trasformarsi in una piccola ghigliottina digitale.
È qui che la storia scritta nel 1974 ritrova tutta la propria modernità. King aveva già intuito che il vero terrore non abita necessariamente nelle case infestate. A volte siede nel banco accanto. Oggi, magari, possiede anche molti follower.
Mike Flanagan e l’orrore che nasce in famiglia
A firmare la sceneggiatura è Mike Flanagan, showrunner di Midnight Mass e Hill House, nonché regista dei primi quattro episodi. Un autore che conosce bene le case piene di fantasmi, soprattutto quando gli spettri assumono le sembianze dei traumi, della fede, del lutto e delle relazioni familiari.
Nelle sue opere il soprannaturale raramente costituisce il problema principale. Il Male più tenace nasce dalle parole non pronunciate, dai sensi di colpa ereditati, dall’amore che diventa ricatto. In questo senso, l’universo di Carrie White sembra una dimora perfetta per Flanagan: una casa chiusa, una madre assoluta, una figlia che tenta di nascere al mondo mentre il mondo sembra già pronto a respingerla.
Stephen King figura tra gli executive producer della serie, prodotta da Amazon MGM Studios. Una presenza significativa per un adattamento che promette di ampliare il romanzo, approfondendo personaggi, rapporti e piccole scelte quotidiane destinate a convergere verso un’unica notte sconvolgente.
Summer H. Howell è la nuova Carrie White
Dopo un processo di selezione a cui hanno partecipato oltre mille interpreti, il ruolo di Carrie White è stato assegnato a Summer H. Howell. Tocca a lei misurarsi con un personaggio diventato un archetipo: la ragazza invisibile che scopre di possedere una forza impossibile da ignorare.
La sfida sarà sottrarre Carrie alla pura iconografia. Non soltanto una figura pallida, impaurita e coperta di sangue, ma un’adolescente che desidera essere accettata, amata, forse semplicemente guardata senza disprezzo. L’orrore, in fondo, comincia quando questa richiesta elementare resta senza risposta.
Accanto a Howell, Samantha Sloyan interpreta Margaret White. Dopo aver lavorato con Flanagan in Midnight Mass e Hill House, l’attrice affronta una delle madri più celebri e disturbanti della letteratura horror: una donna che confonde la protezione con la prigionia e considera il corpo della figlia un campo di battaglia tra peccato e redenzione.
Il cast della serie Carrie
Il cast comprende Siena Agudong nel ruolo di Sue Snell, Alison Thornton in quello di Chris Hargensen e Joel Oulette nei panni di Tommy Ross. Josie Totah interpreta Tina, mentre Arthur Conti è Billy.
Thalia Dudek veste i panni di Emaline, Amber Midthunder interpreta Miss Desjardin e Matthew Lillard è il preside Grayle. Un gruppo di personaggi destinato a comporre il microcosmo del liceo e a partecipare, attraverso gesti di gentilezza, codardia o crudeltà, alla progressiva trasformazione di Carrie.
Perché nessuno nasce davvero mostro in perfetta solitudine. Servono spettatori, complici, silenzi. Talvolta basta anche qualcuno che decida di voltarsi dall’altra parte.
Otto episodi verso una notte sconvolgente
Nel corso degli otto episodi, la serie amplierà il romanzo di Stephen King, dando maggiore spazio alle dinamiche tra i personaggi e alle decisioni apparentemente insignificanti che li condurranno verso un’unica, sconvolgente notte.
Il cuore del racconto resta il conflitto tra gentilezza e crudeltà. Due forze che nel mondo di Carrie non risultano mai astratte: abitano i corridoi, le case, le famiglie e le amicizie. Ogni gesto può diventare una carezza oppure la prima tessera di un domino destinato a crollare.
La domanda posta dalla serie non riguarda soltanto la natura dei poteri di Carrie. Lo spettatore dovrà chiedersi cosa stia osservando: la nascita di un’eroina, di una creatura vendicatrice o di qualcosa di molto più complesso. Del resto, persino i mostri hanno spesso cominciato chiedendo soltanto un posto al tavolo.
Quando esce Carrie su Prime Video
Carrie debutterà nell’autunno 2026 in esclusiva su Prime Video, in oltre 240 Paesi e territori. Al momento non è stata comunicata una data precisa.
Il romanzo pubblicato nel 1974 segnò l’esordio editoriale di Stephen King e diede inizio a una carriera da oltre 350 milioni di copie vendute nel mondo. Tradotto in più di 35 lingue, Carrie continua a parlarci perché racconta una paura elementare: essere esclusi, derisi, cancellati.
Mike Flanagan riapre dunque le porte del liceo. Le prime immagini sono arrivate. La campanella sta per suonare. E questa volta, nell’aula, insieme agli studenti entreranno anche i fantasmi dell’era social.