Connor Storrie della serie tv Heated Rivalry sta realizzando dei film horror su YouTube

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Camilla Sernagiotto

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Il panorama recente del cinema horror indipendente mostra una crescente convergenza tra piattaforme digitali e nuovi autori emergenti, molti dei quali provengono da YouTube. In questo contesto si inserisce il caso dell'attore statunitense noto per il ruolo di Ilya Rozanov nell'ambito della produzione canadese a tema hockey creata, scritta e diretta da Jacob Tierney per Crave. Storrie ha infatti avviato parallelamente un’attività di regia legata a cortometraggi dell'orrore, pubblicati online sotto pseudonimo

L’analisi degli incassi e delle tendenze dell’estate cinematografica evidenzia un fenomeno ormai difficilmente ignorabile: diversi registi horror di nuova generazione hanno iniziato il proprio percorso creativo su YouTube. Una piattaforma che, nel tempo, ha progressivamente trasformato la propria identità, passando da spazio dominato da contenuti leggeri e virali a incubatore di sperimentazioni cinematografiche capaci di trovare poi sbocchi nel circuito distributivo tradizionale.

 

Tra i casi più discussi figurano Obsession di Curry Barker, al centro di conversazioni su Twitter e nelle chat di gruppo da metà maggio, Backrooms di Kane Parsons, che ha raggiunto in dieci giorni il primato storico di incassi per A24, e Iron Lung di Markiplier, che ha superato i 50 milioni di dollari al botteghino. Un insieme di esperienze che contribuisce a delineare un nuovo ecosistema creativo, nel quale si colloca anche una figura inattesa: Connor Storrie.

Connor Storrie tra recitazione e regia sotto pseudonimo

Connor Storrie, noto per il suo ruolo nella serie tv Heated Rivalry, negli ultimi due mesi ha progressivamente orientato la propria attività verso la regia. Il ventiseienne, la cui popolarità è cresciuta rapidamente online, ha infatti iniziato a pubblicare cortometraggi horror su YouTube utilizzando lo pseudonimo Sin Monger. La sua attività è emersa in modo quasi discreto, fino a quando ha condiviso su Instagram un link a uno dei suoi lavori accompagnato dalla didascalia “Vecchio per me, nuovo per voi”, riferita a un cortometraggio realizzato nel 2024 ma pubblicato successivamente online.

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Il canale YouTube e l’identità di Sin Monger

Il progetto digitale di Storrie è attivo da circa due mesi e conta attualmente due cortometraggi. Il primo è Coax (che potete guardare in fondo a questo articolo), mentre il secondo è Jerry the Ginger Eater, girato l’anno precedente e pubblicato nel mese di aprile.

 

Entrambe le opere mostrano un interesse marcato per un immaginario horror non convenzionale, costruito attraverso soluzioni visive e narrative lontane dai codici più tradizionali del genere.

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Coax e l’estetica del perturbante

Coax si presenta come un lavoro sperimentale girato in bianco e nero, caratterizzato da un’impostazione volutamente disturbante. Al centro della narrazione si trova Bailey Tait, amica e collaboratrice di lunga data di Storrie, che interpreta una donna perseguitata da una creatura dai tentacoli vischiosi e filamentosi. A questo elemento si aggiunge un dettaglio apparentemente incongruo, il consumo di pesce crudo, che contribuisce ad accentuare il senso di inquietudine generale.

 

Pur nella sua natura disturbante, il cortometraggio è attraversato da un’estetica lo-fi che gli conferisce una qualità quasi fuori dal tempo. L’impressione è quella di un’opera che, se diffusa anni prima, avrebbe potuto assumere lo статус di fenomeno folklorico della rete, capace di generare curiosità e fascinazione collettiva.

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Jerry the Ginger Eater e il registro grottesco

Il secondo cortometraggio, Jerry the Ginger Eater, si muove invece su un registro più vicino alla commedia horror. La storia ruota attorno a un cannibale che si nutre esclusivamente di persone dai capelli rossi. Nel corso dei suoi 15 minuti di durata, il protagonista individua una prostituta come vittima, ma il piano fallisce quando la donna reagisce e si scopre che i suoi capelli ramati sono in realtà tinti.

 

L’impianto visivo è estremamente caratterizzato: la palette cromatica richiama una mappa termica, con una saturazione portata a livelli estremi, rafforzando la componente artificiale e grottesca dell’opera.

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Riferimenti estetici e influenze dichiarate

Le opere suggeriscono già la presenza di una cifra stilistica riconoscibile. L’approccio visivo richiama la crudezza di Julia Ducournau, autrice di horror come Raw e Titane, mentre alcune atmosfere evocano il lato più oscuro di David Lynch.

 

L’ironia deformata e il gusto per il caos narrativo rimandano invece ai fratelli Safdie, autori di Diamanti grezzi. Si tratta di un insieme di influenze che costruisce un linguaggio volutamente non accomodante, distante da ogni logica di accessibilità immediata.

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Transaction Planet e il passaggio al lungometraggio

Durante la fase promozionale di Heated Rivalry, Storrie ha completato anche il suo primo lungometraggio, Transaction Planet. Il film racconta la vicenda di un alieno che assume sembianze umane e, secondo le parole dell’attore, “viene praticamente fregato per un’ora e mezza”.

 

L’opera è stata girata con un iPhone e finanziata interamente attraverso i guadagni derivati da Heated Rivalry. Storrie lo ha descritto come “un mix tra i primi lavori di John Waters, π - Il teorema del delirio di Darren Aronofsky, e un pizzico di Sean Baker”.

Il percorso di Connor Storrie si inserisce in una tendenza più ampia che vede l’horror contemporaneo alimentarsi sempre più spesso di produzioni indipendenti nate in rete. La sua doppia identità tra attore e autore digitale contribuisce a rafforzare l’idea di un panorama cinematografico in trasformazione, sempre più permeabile alle sperimentazioni nate fuori dai circuiti tradizionali.

 

Di seguito potete guardare il cortometraggio Coax.

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